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Manuela Murgia: anche “Chi l’ha visto?” si occupa del caso Giulio Zasso, Michele Ruffi
A trent’anni dalla morte di Manuela Murgia, la sedicenne trovata senza vita nel canyon di Tuvixeddu a Cagliari, il caso torna al centro delle cronache. All’epoca la vicenda venne rapidamente archiviata come un suicidio, ma oggi emergono nuovi elementi che fanno pensare a un omicidio. A riaccendere l’attenzione è stata la determinazione della famiglia, che non ha mai creduto alla versione ufficiale e ha chiesto con forza la riapertura dell’indagine.

Negli ultimi giorni il caso è stato ripreso da diverse trasmissioni televisive, tra cui “Le Iene” e “Chi l’ha visto?”, oltre che dai media sardi come L’Unione Sarda, Videolina e Radiolina. L’attenzione nazionale potrebbe ora contribuire a far emergere nuove testimonianze e a riscrivere finalmente la verità sulla morte di Manuela Murgia, una storia è rimasta senza giustizia.
Il medico legale che ha riesaminato il corpo ha evidenziato assenza di fratture compatibili con una caduta dall’alto, nonostante il punto del ritrovamento si trovi a circa 25-30 metri di profondità. Inoltre, le scarpe sporche solo sulla punta suggeriscono che qualcuno abbia trascinato la ragazza, mentre la cintura spezzata potrebbe indicare un tentativo di difesa o di colluttazione. Questi indizi, insieme ad altre evidenze raccolte dagli inquirenti, rafforzano la pista dell’omicidio e aprono scenari completamente diversi da quelli ipotizzati nel 1995.
Secondo le più recenti ricostruzioni, Manuela Murgia sarebbe stata prima violentata e poi investita con un’auto. La Procura di Cagliari sta cercando di ricomporre il mosaico di prove, nonostante il tempo trascorso renda complesso ogni riscontro.
A cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 16-10-2025
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