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Dalla raccolta alla promozione: l’impegno dell’Oleificio Secchi per l’olio autentico Cristian Asara, Giuseppe Secchi
L’Oleificio Secchi rappresenta un pezzo di storia agroalimentare sarda, un’azienda che affonda le sue radici in quasi un secolo di tradizione. In occasione di Promo Autunno, abbiamo incontrato Giuseppe Secchi, quarta generazione alla guida dell’attività, per farci raccontare la complessità e la passione che si nascondono dietro la produzione del loro olio extra vergine.
Giuseppe, ospite ai microfoni di Radiolina, ha sottolineato come la produzione di un olio d’eccellenza sia un processo estremamente articolato e per nulla scontato. Non basta la qualità delle olive: è cruciale toccare con cura ogni aspetto, dalla frangitura – il frantoio ha aperto proprio in questi giorni – alla successiva commercializzazione.
“Ci sono tante cose, tanti punti che bisogna mettere assieme, tessere per trovare la maglia giusta per ottenere il prodotto più autentico possibile,” ha spiegato Secchi.
Questo richiede un impegno costante in termini di studio e aggiornamento. L’azienda investe in una formazione continua per i suoi circa quindici addetti interni, oltre ai collaboratori esterni, arrivando a contare una ventina di persone dedicate alla qualità del prodotto.
L’Oleificio Secchi, situato a Sassari, in località Predda Niedda, basa la sua produzione sulla territorialità. Per l’ottenimento della pregiata DOP Sardegna Denominazione Origine Protetta, in frantoio vengono lavorate prevalentemente olive locali per produrre l’ Olio Extra Vergine d’Oliva “Bosana”.

Il giovane imprenditore non ha nascosto la fatica che si nasconde dietro la raccolta. Pur utilizzando attrezzature moderne come l’abbacchiatore, il lavoro resta estremamente impegnativo, con l’attrezzo che, pur non essendo pesante in sé, trasmette vibrazioni che rendono l’operazione estenuante, ben lontano dal lento e meno produttivo “pettinare l’albero” del metodo tradizionale.
Per la promozione, l’Oleificio Secchi sfrutta sia i canali tradizionali – collaborando con testate come l’Unione Sarda – sia il digitale. I social media sono un canale di comunicazione relativamente nuovo, avviato circa sei o sette mesi fa, che viene gestito con una programmazione oculata e calibrata.
Giuseppe Secchi, con i suoi 27 anni, rappresenta la figura del giovane che sceglie di continuare l’attività di famiglia e restituire valore al settore primario. Interrogato sul consiglio da dare ai coetanei che vogliono avvicinarsi all’agricoltura, ha messo in guardia tanto sull’eccessivo entusiasmo quanto sulla diffidenza.
Il suo messaggio è chiaro: “Bisogna essere calmi, cercare di fare quello che si può,” ma soprattutto è fondamentale avere la voglia e la consapevolezza che il lavoro in agricoltura richiede un forte impegno, con la sveglia che suona “molto, molto” presto la mattina. La speranza è che sempre più giovani scelgano di investire in un settore che, se affrontato con serietà e studio, può offrire grandi soddisfazioni.
Intervista a cura di Cristian Asara
Radio Smerala, puntata del 20 ottobre 2025
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