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Ep. 43 – Ex Ospedale Marino di Cagliari: una grande storia Giuseppe Valdes
Cagliari si identifica con un paesaggio per eccellenza: il Poetto. Per chi arrivava in città, l’incanto cominciava già sul trenino che, partendo dalla stazione, conduceva alla spiaggia bianchissima, ai casotti colorati e alle montagne di sale del Molentargius. Questo luogo, simbolo della città, è diventato per l’archeologa Maria Antonietta Mongiu non solo un motivo di studio, ma anche un campo di ricerche che raccontano la storia più profonda del capoluogo sardo.

Uno dei simboli più emblematici del Poetto è proprio l’ex Ospedale Marino di Cagliari, nato come Colonia Dux nel 1937. Nel secondo dopoguerra divenne ospedale, ma la sua storia e il suo valore architettonico risalgono al progetto originario del geniale architetto Ubaldo Badas, figura chiave della modernità cagliaritana. Badas, pur non essendo laureato, lasciò un’impronta profonda in città. Il suo linguaggio architettonico, fatto di cemento armato e armonia con il paesaggio, ha segnato la storia dell’architettura isolana.
L’area dove sorge l’ex Ospedale Marino non è solo moderna. È un luogo millenario, ricco di stratificazioni archeologiche. Dai resti neolitici di Sant’Elia agli insediamenti rupestri, fino all’opera delle suore vincenziane, che nel primo dopoguerra crearono una colonia per bambini affetti da tubercolosi: un gesto di grande solidarietà sociale. La colonia per bambini fu espropriata alle suore dal regime fascista, che affidò la costruzione della nuova colonia a Badas.
Ubaldo Badas, artefice dell’ex Ospedale Marino di Cagliari, fu un architetto autodidatta capace di fondere paesaggio, storia e modernità. Prima della Colonia Dux, aveva già realizzato la celebre passeggiata di viale Regina Elena, concepita come una terrazza panoramica.
La sua filosofia? Costruire senza distruggere, rispettando il paesaggio come valore storico e culturale: “Badas è stato l’architetto di Cagliari come lo fu Cima nell’ottocento”, ha dichiarato Maria Antonietta Mongiu ai microfoni di Radiolina.

Il progetto di restauro dell’ex Ospedale Marino di Cagliari rappresenta oggi un esempio virtuoso di recupero architettonico e paesaggistico. Grazie a uno studio approfondito condotto da Mongiu e dal suo team, l’edificio è stato analizzato come un manufatto archeologico, riportando alla luce lo scheletro originario in cemento armato ideato da Badas.
Le superfetazioni (costruzione di parti aggiunte a un edificio già completato) degli anni ’50 sono state documentate e distinte dal progetto iniziale, permettendo un restauro fedele e rispettoso. L’obiettivo è chiaro: recuperare ciò che è di valore e restituirlo alla città come un nuovo luogo di accoglienza e cultura. L’edificio diventerà infatti un albergo ispirato al progetto originario, in perfetta armonia con il paesaggio del Poetto.
L’esedra (spazio architettonico a pianta semicircolare) disegnata da Badas per la Colonia Dux è una metafora perfetta dell’anima di Cagliari, città che da sempre abbraccia il mare e accoglie il mondo. La sua architettura rispecchia la forma del Golfo degli Angeli, simbolo di accoglienza e apertura.
Il restauro dell’ex Ospedale Marino è quindi anche un atto di riconciliazione con la storia: un modo per ricordare che Cagliari non è mai stata isolata, ma contemporanea alle grandi capitali del mondo.“Riconoscere quello che siamo e che siamo stati è la base per costruire il nostro futuro”, ha spiegato Maria Antonietta Mongiu.
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