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Cambiamento climatico in Sardegna: quanto è vulnerabile l’isola? Simona De Francisci, Giorgio Querzoli
La Sardegna si conferma tra le regioni italiane più vulnerabili al cambiamento climatico: secondo il report Report Città Clima di Legambiente presentato nei giorni scorsi, sull’isola gli eventi estremi sono in forte aumento e molte città costiere restano prive di piani adeguati di adattamento.

Secondo Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente, “gli eventi estremi dovuti agli effetti del cambiamento climatico sono in costante aumento”. In undici anni si sono registrati 74 eventi estremi in Sardegna, di cui 49 soltanto negli ultimi cinque. Nei sei anni precedenti il numero era la metà, un dato che mostra una crescita preoccupante e continua.
Querzoli spiega che “le città come Alghero, Oristano e Cagliari sono esposte perché si trovano a ridosso di coste molto basse”. Entro il 2100 il livello del mare potrebbe aumentare tra i 70 e i 90 centimetri, modificando radicalmente le attuali configurazioni costiere. “Dobbiamo prepararci da subito ai cambiamenti perché le città non si trasformano in un giorno”, aggiunge l’esperto.
Per affrontare questa sfida, le città devono dotarsi rapidamente di piani di adattamento. “Comuni come Olbia devono predisporre piani efficaci e sviluppare competenze tecniche specifiche”, afferma Querzoli. Senza queste capacità operative, avverte, “i piani di adattamento restano solo libri dei sogni”.
Il report rileva anche che al 30 novembre gli invasi sardi risultavano pieni solo al 39,35 per cento, con una dispersione idrica superiore al 50. “Bisogna ridurre drasticamente le perdite e introdurre pratiche di agricoltura di precisione per evitare sprechi”, sottolinea Querzoli. La crisi idrica, secondo Legambiente, rappresenta una delle principali sfide ambientali e sociali per i prossimi anni.
“Non possiamo continuare a pensare di difenderci dalla natura, dobbiamo imparare a convivere con essa”, afferma Querzoli in collegamento con Radiolina. La Sardegna ha ancora tempo per adattarsi, ma serve un’azione decisa e coordinata. “Quello che non è compatibile con i cambiamenti climatici è l’atteggiamento del poi provvederemo. Agire subito è l’unica soluzione.”
Intervento a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 12-11-2025
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