play_arrow
Guida di sopravvivenza al Black Friday Cristian Asara
Venerdì 28 novembre torna l’appuntamento che, più di ogni altro, segna l’inizio psicologico e commerciale del periodo natalizio: il Black Friday. Quella che un tempo era una semplice giornata di sconti d’oltreoceano, si è ormai trasformata in un fenomeno globale, dilatandosi spesso in una maratona di offerte che dura un’intera settimana. Davanti a questa ondata di promozioni, molti consumatori vedono l’opportunità perfetta per alleggerire il carico delle spese natalizie.
È ironico pensare che un evento oggi sinonimo di festa dello shopping abbia radici tutt’altro che allegre. L’etichetta “Black Friday”, infatti, nacque con un’accezione decisamente negativa. In origine, non indicava code festose nei negozi, ma il panico finanziario del 24 settembre 1869, giorno in cui il crollo del prezzo dell’oro mandò in tilt i mercati.

Ma perché siamo così attratti da quel cartellino con la percentuale di sconto? La risposta risiede nella chimica del nostro cervello. Non è il calcolo razionale del risparmio a guidarci, ma la dopamina, l’ormone del piacere e della motivazione. Studi neurologici confermano che l’area della gratificazione si accende non tanto al momento del possesso dell’oggetto, quanto nell’anticipazione dell’affare. È la promessa della “vittoria” sul prezzo pieno a eccitarci.
Gli scienziati rintracciano in questo comportamento un fondamento ancestrale. I nostri antenati vivevano in condizioni di scarsità: accaparrarsi una risorsa prima degli altri significava sopravvivere. Oggi, quel meccanismo di sopravvivenza si riattiva davanti a un’offerta a tempo limitato. Tuttavia, questa soddisfazione è effimera. Spesso, svanita l’euforia del momento, subentra il pentimento o il senso di colpa per la spesa eccessiva; uno stato d’animo negativo che, paradossalmente, il cervello cerca di curare spingendoci verso un nuovo acquisto gratificante, innescando così il circolo vizioso dello shopping compulsivo.
Nonostante il 2025 sembri mostrare un mercato più sobrio, con sconti meno sensazionali e un pubblico più adulto che usa il Black Friday per gestire il bilancio familiare più che per sfizio, le insidie mentali restano. Il nostro cervello, per decidere in fretta, utilizza delle scorciatoie chiamate “bias cognitivi”.
Orientarsi in questo vortice richiede strategia. L’approccio migliore per un acquisto consapevole rimane quello della “pausa di riflessione”: monitorare i prezzi nei giorni precedenti per verificare la veridicità dello sconto e, soprattutto, attendere qualche ora prima di finalizzare un acquisto impulsivo. Spesso, basta allontanarsi dallo schermo per rendersi conto che quell’oggetto, in realtà, non ci serviva davvero. Fissare un budget e chiedersi se avremmo comprato quel bene a prezzo pieno sono gli ultimi, fondamentali argini per trasformare il Venerdì Nero in una giornata di reale risparmio e non di spreco emotivo.
Radio Smerala, puntata del 27 novembre 2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina