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Cavalli solo come “amici” e non cibo: la proposta di legge che sfida la tradizione Cristian Asara
Alla Camera dei Deputati è stata depositata una proposta di legge che mira a riconoscere cavalli e asini come veri e propri animali d’affezione, equiparandoli giuridicamente ai cani e ai gatti che abitano le nostre case. Il cuore del provvedimento è il divieto definitivo di macellazione, una misura che intende chiudere un’era di sfruttamento per abbracciare un modello di convivenza basato sul rispetto.
A spingere verso questa direzione non è solo l’etica, ma la realtà dei consumi. I dati Ipsos 2025 fotografano un Paese che ha già, nei fatti, abbandonato questa tradizione. Il consumo di carne di cavallo è in costante declino: soltanto il 17% della popolazione che si nutre di carne dichiara di consumarne ancora, e spesso in modo sporadico. Per la stragrande maggioranza degli italiani, ben l’83% di chi evita questi prodotti, la scelta è dettata da una forte empatia. Cavalli e asini non sono più visti come risorse da reddito o ingredienti, ma come compagni di vita e figure dotate di una propria soggettività emotiva.

La normativa intende istituire un sistema di monitoraggio capillare gestito dalle Asl, necessario per garantire una tracciabilità trasparente di tutti gli equidi presenti sul territorio nazionale. Un aspetto importante della proposta riguarda il destino delle attuali attività produttive: il legislatore ha previsto percorsi per incentivare la riconversione degli allevamenti destinati alla filiera alimentare, spingendo verso l’agricoltura vegetale e pratiche più sostenibili.
L’urgenza di un intervento legislativo è stata sottolineata anche dalle recenti indagini di Animal Equality Italia. Le immagini raccolte tra il 2024 e il 2025 in un macello dell’Emilia Romagna hanno mostrato una realtà drammatica, fatta di stordimenti inefficaci e alti livelli di stress per gli animali. Secondo l’associazione, quanto documentato dimostra che le attuali normative sul benessere animale, pur esistendo sulla carta, falliscono nella pratica, lasciando gli equidi in una zona grigia dove le violazioni diventano sistemiche.
La discussione in aula non sarà solo tecnica, ma culturale: il Parlamento dovrà decidere se formalizzare ciò che la società civile sembra aver già scelto, riconoscendo definitivamente cavalli e asini come parte della sfera affettiva degli italiani.
Radio Smerala, puntata del 13 dicembre 2025
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