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Caffè Corretto

Maxi sequestro di 4 tonnellate di marijuana nelle campagne di Assemini

today19 Dicembre 2025 44

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Assemini, maxi piantagione di marijuana scoperta dalla Guardia di finanza

Un sequestro record di marijuana è stato confermato dal Tribunale del Riesame nel Cagliaritano, con circa quattro tonnellate di sostanza stupefacente individuate nelle campagne di Assemini. «Parliamo di uno dei più rilevanti sequestri di canapa illegale mai effettuati in Sardegna», hanno dichiarato gli investigatori, sottolineando l’eccezionale entità del materiale recuperato. Il coordinatore del sito Unionesarda.it, Enrico Fresu , è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Maxi sequestro marijuana (Foto US)

Maxi sequestro marijuana ad Assemini grazie ai controlli aerei

Il blitz è scattato il 29 ottobre dopo una segnalazione della Sezione Aerea della Guardia di finanza di Elmas, che ha individuato la piantagione durante un controllo dall’alto. «Dall’osservazione aerea è emersa una coltivazione estesa e strutturata, incompatibile con una semplice produzione agricola», hanno spiegato i militari coinvolti nell’operazione.

I numeri del maxi sequestro di marijuana

I finanzieri hanno sequestrato 2.467 piante di cannabis, oltre 1.400 chili di infiorescenze, 12 litri di olio, resine e 42 chili di polline. «La varietà dei prodotti dimostra un’attività industriale orientata alla trasformazione e alla distribuzione», hanno affermato le Fiamme gialle, evidenziando la complessità dell’organizzazione.

THC oltre i limiti consentiti dalla legge

Le analisi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno rilevato valori di THC fino allo 0,79%, superando il limite legale dello 0,5% previsto per la canapa industriale. «I risultati di laboratorio confermano che il prodotto non poteva essere considerato lecito», hanno dichiarato gli inquirenti, rafforzando le accuse a carico degli indagati.

Vendita online e irregolarità lavorative

Il terreno era affittato a una ditta attiva formalmente nella coltivazione tessile, ma il vero business riguardava infiorescenze, oli e hashish venduti anche online. «L’attività commerciale era promossa tramite sito web e social network, con ulteriori violazioni sul lavoro nero», hanno concluso gli investigatori, annunciando ulteriori accertamenti.

Intervista a cura di Matteo Vercelli

Caffè Corretto del 19-12-2025

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