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Discariche abusive in Sardegna: un danno per ambiente e cittadini onesti Giulio Zasso, Michele Ruffi
La Sardegna è una delle regioni più virtuose d’Italia nella raccolta differenziata, ma continua a fare i conti con un problema cronico: le discariche a cielo aperto. Rifiuti abbandonati lungo le strade, nelle cunette, in campagna e persino nei centri storici delle città. Una cattiva abitudine che pesa sull’ambiente, sull’immagine dell’isola e, soprattutto, sulle tasche dei cittadini onesti. Un fenomeno documentato anche da L’Unione Sarda, che ha raccontato come, ancora oggi, alcuni “cattivi cittadini” utilizzino il territorio come se fosse terra di nessuno, eludendo la raccolta differenziata e spesso non risultando nemmeno iscritti alla TARI.

L’abbandono dei rifiuti non riguarda solo le zone marginali o rurali, ma attraversa tutta la Sardegna, dalle campagne alle città, con diverse discariche a cielo aperto. Emblematico il caso documentato a Cagliari, dove nel quartiere di Stampace, in pieno centro storico e a pochi passi da Santa Chiara, è stata segnalata una vera e propria discarica improvvisata: sacchetti, materiali ingombranti e rifiuti di ogni tipo abbandonati in strada. Una situazione paradossale se si considera che Cagliari e molti comuni sardi hanno da tempo attivato la raccolta differenziata porta a porta, con regole precise e servizi strutturati.
Il problema nasce circa dieci anni fa, con l’introduzione progressiva della raccolta differenziata nei comuni sardi. All’epoca, il sistema veniva applicato in modo non uniforme, creando squilibri tra territori. Accadeva così che, nei comuni dove la differenziata era già attiva, qualcuno preferisse portare i sacchetti nei territori limitrofi ancora privi del nuovo sistema, evitando di separare i rifiuti. Anche dopo l’estensione del porta a porta a Cagliari, questa cattiva abitudine non è mai stata del tutto eliminata.
Il risultato è che i costi per la rimozione dei rifiuti abbandonati ricadono sui Comuni, che devono attivare interventi straordinari di pulizia. Costi che finiscono inevitabilmente sulle bollette. Cagliari ha già formalizzato aumenti della TARI, ma il problema riguarda l’intera Sardegna. A pagare sono soprattutto i cittadini che rispettano le regole, fanno correttamente la raccolta differenziata e risultano regolarmente iscritti al servizio. Un paradosso che alimenta proteste e malcontento, perché pochi incivili finiscono per danneggiare l’intera collettività.
I dati ufficiali raccontano una realtà positiva: quasi tutti i comuni sardi superano l’80% di raccolta differenziata, collocando l’isola ai vertici nazionali ed europei. Eppure, bastano pochi comportamenti scorretti a rovinare l’immagine complessiva. Il problema non è solo ambientale, ma anche turistico. I rifiuti abbandonati si trovano spesso lungo le strade percorse dai turisti, diventando un pessimo biglietto da visita per chi arriva sull’isola, soprattutto nei mesi estivi.
Un altro nodo critico è la mancanza di uniformità nei regolamenti comunali sulla raccolta differenziata. Regole diverse da Comune a Comune possono creare confusione, soprattutto per chi arriva in Sardegna per pochi giorni. Questo, però, non giustifica lo scempio che continua a ripetersi da anni. Il problema è noto, strutturale e ancora lontano da una soluzione definitiva.
A cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 09-01-2026
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