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Svelate le tappe e tutti i grandi nomi del Giro di Sardegna 2026 Francesca Figus, Carlo Alberto Melis
Il Giro di Sardegna tornerà ufficialmente nel 2026 dopo quindici anni d’assenza, con cinque tappe dal 25 febbraio al primo marzo, sostenute dalla Regione Sardegna. «È sicuramente una bella notizia, perché questa manifestazione è una tradizione che affonda le sue radici addirittura alla fine degli anni Cinquanta», sottolinea Carlo Alberto Melis, giornalista de L’Unione Sarda.

Il Giro di Sardegna vanta un albo d’oro prestigioso di 29 edizioni, interrotto negli ultimi decenni da difficoltà economiche che ne hanno limitato la continuità. «Fino agli anni Ottanta hanno corso i più grandi corridori, poi il problema dei soldi è diventato pressante e negli ultimi quarant’anni si contano solo cinque edizioni», spiega Melis.
Il percorso attraverserà Castelsardo, Bosa, Alghero, Carbonia, Cagliari, Tortolì, Arbatax, Nuoro e Olbia, valorizzando paesaggi costieri e una tappa più impegnativa nell’interno. «La Sardegna offre un palcoscenico strepitoso, con tappe costiere e un passaggio a Nuoro che dovrebbe essere quello tecnicamente più impegnativo», afferma Melis.
Le squadre professionistiche hanno già mostrato interesse, mentre restano incognite legate ai corridori partecipanti e alle condizioni meteo durante la settimana di gara. «Le squadre vogliono venire, ma non sappiamo ancora quali corridori ci saranno e se dal punto di vista tecnico la corsa sarà davvero avvincente», osserva Melis.
Il ritorno del Giro è stato reso possibile dall’investimento dell’assessorato al Turismo e dall’inserimento nella Coppa Italia delle Regioni promossa dalla Lega Ciclismo Professionistico. «C’è una grande volontà politica di sostenere una corsa con una storia così importante e uno sport popolare come il ciclismo», dichiara Melis.
Quattro campioni accompagneranno la corsa come testimonial ufficiali: Francesco Moser, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e Fabio Aru, simbolo del ciclismo sardo. «Dal 25 febbraio gli sportivi possono dichiarare aperta la caccia al selfie, perché questi campioni saranno presenti nella carovana», conclude Melis.
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Intervista a cura di Francesca Figus
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