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Interviste

Ep. 04 – Ciclone Harry: cos’è e perché ha colpito Sardegna e Sicilia

today31 Gennaio 2026 48

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L’analisi del CNR sugli effetti del ciclone Harry

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    Ep. 04 – Ciclone Harry: cos’è e perché ha colpito Sardegna e Sicilia Giuseppe Valdes

Il ciclone Harry ha colpito la Sardegna e altre aree del Mediterraneo, causando mareggiate, venti intensi e forti precipitazioni, con conseguenze particolarmente gravi in Sicilia. Antonello Pasini, fisico del clima e primo ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR ha chiarito la natura del fenomeno, spiegando che non si tratta di un uragano tropicale, ma di un ciclone extratropicale afromediterraneo, caratterizzato da una dinamica diversa ma comunque in grado di produrre effetti devastanti.

Ciclone Harry, le onde sulla laguna di Nora (Foto Facebook, Comune di Pula)

Una vera e propria “tempesta perfetta”, generata dalla combinazione di bassa pressione, piogge intense, vento e onde molto alte. Il ricercatore del CNR ha sottolineato come la diversa esposizione geografica abbia inciso sugli effetti: la Sicilia, affacciata su un tratto più ampio di Mediterraneo orientale, ha subito mareggiate più violente rispetto alla Sardegna, protetta in parte dalla conformazione del Tirreno.

Previsioni, protezione civile e prevenzione mancata

Dal punto di vista della previsione meteorologica, Pasini ha evidenziato un dato positivo: i modelli climatici avevano previsto l’evento con diversi giorni di anticipo, permettendo alla Protezione civile di intervenire in modo tempestivo. Un’efficienza che, secondo il climatologo, ha contribuito a limitare le vittime in Italia.

Resta però un nodo strutturale: la prevenzione territoriale. Secondo Pasini, il Paese è ancora fragile nella gestione del territorio e nell’adattamento ai cambiamenti climatici, che non sono più eventi eccezionali ma fenomeni destinati a ripetersi. Continuare a costruire in aree a rischio, regimentare fiumi e ignorare la natura espone a danni sempre maggiori.

Cultura del rischio e legalità ambientale

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il legame tra cultura del rischio e cultura della legalità. Pasini ha sottolineato come l’educazione climatica debba partire dalle scuole, insegnando cosa fare e cosa non fare durante eventi estremi.

Costruire in zone alluvionali o abusivamente non è una “furbizia”, ma un comportamento che mette a rischio vite umane e beni collettivi. Senza una consapevolezza diffusa, ha spiegato, si continua a trattare l’emergenza come episodica, invece che come strutturale.

Quattro anni dal Mattarella bis: una scelta di stabilità

La seconda parte della puntata ha riportato l’attenzione al 29 gennaio 2022, giorno della rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Un passaggio cruciale della storia recente, avvenuto dopo giorni di stallo parlamentare e in un contesto segnato dalla pandemia e dall’avvio del PNRR.

Con 759 voti all’ottava votazione, Mattarella è diventato il secondo presidente più votato della storia repubblicana. Secondo Gianmario Demuro, professore di Diritto costituzionale all’Università di Cagliari, quella scelta rappresentò una risposta di responsabilità istituzionale, necessaria per garantire stabilità al governo Draghi e accompagnare il Paese verso le elezioni politiche.

Il ruolo del Presidente come garante della democrazia

Il professore di Diritto costituzionale ha spiegato come il Capo dello Stato, nei momenti di equilibrio politico, assuma soprattutto un ruolo di garanzia, più che di intervento diretto. Il Mattarella bis non ha segnato una deriva presidenzialista, ma ha rafforzato la funzione di equilibrio tra i poteri. Demuro ha ricordato anche l’attenzione del Presidente verso i giovani e i comuni, considerati la base della democrazia, citando alcuni dei discorsi più significativi pronunciati durante il secondo mandato.

A cura di Nicola Scano – Vicedirettore del TG di Videolina

Puntata del 31/01/2026

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