play_arrow
Gabriel García Márquez, il genio del realismo magico che ha cambiato la letteratura mondiale Francesca Figus e Ciro Auriemma
Il 6 marzo 1927 nasceva Gabriel García Márquez, futuro premio Nobel e maestro del realismo magico, ricordato oggi dal critico Ciro Auriemma durante la rubrica radiofonica dedicata ai libri. Auriemma racconta aspetti curiosi della vita dello scrittore e spiega: “Era un autore di realismo magico ma anche incredibilmente superstizioso”. Secondo il critico, mentre scriveva Cent’anni di solitudine, Márquez lavorava chiuso in casa per mesi, senza aria condizionata e circondato da fogli colorati quasi un anno intero.

Quando concepì l’incipit del romanzo, lo scrittore viveva in Messico con la famiglia tra difficoltà economiche, esperienza che avrebbe preceduto il successo mondiale. Auriemma ricorda: “L’intuizione arrivò mentre andava al mare, fece inversione con l’auto e tornò a casa deciso a scrivere subito”. Da quell’episodio nacque Cent’anni di solitudine, romanzo simbolo del realismo magico che anni dopo avrebbe contribuito alla conquista del premio Nobel per la letteratura mondiale moderna contemporanea.
Tra le opere più amate dal critico spicca L’amore ai tempi del colera, storia di un’attesa lunghissima che attraversa decenni e sfida il tempo umano interiore. Auriemma osserva: “È il racconto di un uomo che aspetta oltre cinquant’anni la donna amata, dimostrando che il cuore può resistere al tempo”. Ricordando l’universo narrativo di Márquez, conclude: “Macondo non esiste davvero, ma nella letteratura è diventato reale e continua a vivere nell’immaginazione dei lettori di tutto il mondo”.
Intervista a cura di Francesca Figus
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina