play_arrow
Attenzione agli SMS dal CUP o CAF: il numero 893 svuota il credito Cristian Asara
Negli ultimi mesi moltissimi cittadini hanno ricevuto messaggi sullo smartphone che simulano comunicazioni ufficiali da parte di enti sanitari, centri di assistenza fiscale o associazioni. Il testo spinge la vittima a contattare rapidamente un numero che inizia con il prefisso 893. Una volta avviata la chiamata, l’utente si ritrova in attesa con una segreteria o parla con operatori che prendono tempo richiedendo dati anagrafici, con l’unico obiettivo di prolungare la connessione e aumentare l’addebito in bolletta.

Questa tecnica non prevede una chiamata diretta dai truffatori, ma induce la persona a telefonare volontariamente. I numeri utilizzati appartengono a lotti a sovrapprezzo concessi dallo Stato. Una volta acquistati, questi numeri passano di mano in mano attraverso una serie di società intermediarie fino ad arrivare ai call center che gestiscono le finte assistenze. Spesso dietro queste numerazioni si nascondono realtà che si occupano di televendite o servizi per adulti, riconvertite a questo sistema per massimizzare i profitti.
Il guadagno generato dalle chiamate viene spartito tra più soggetti. Su una tariffa media di 2 euro al minuto, una parte consistente viene trattenuta dalla compagnia telefonica. Il resto del compenso finisce nelle casse della società che detiene la concessione del numero, degli intermediari e, infine, del call center operativo. Anche lo Stato riceve una quota attraverso l’IVA e i canoni di concessione, mentre il ministero competente non sempre riesce a monitorare con precisione l’uso effettivo di ogni singola numerazione attiva.
Le frodi tramite SMS colpiscono ogni anno milioni di italiani. Nonostante alcune compagnie telefoniche effettuino verifiche e sospendano i numeri sospetti, i responsabili riescono a ottenerne di nuovi con estrema facilità. Un ostacolo alla repressione del fenomeno è la scarsità di denunce: poichè l’addebito per la singola chiamata è spesso contenuto, molti utenti preferiscono non rivolgersi alla Polizia Postale, permettendo al sistema di rigenerarsi continuamente.
Radio Smeralda, puntata del 17/03/2026
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina