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Eddie Dalton è la prima popstar IA: quale futuro attende gli artisti umani? Cristian Asara
Un profilo senza volto e una biografia totalmente assente non hanno impedito a Eddie Dalton di posizionarsi stabilmente nella Top 100 di iTunes. Con oltre 15mila copie vendute e oltre mezzo milione di ascolti complessivi, il progetto curato da Cresty Tunes rappresenta il primo esempio di popstar generata dall’intelligenza artificiale capace di generare un impatto economico reale. Un risultato che solleva dubbi sull’importanza della presenza umana nel pop contemporaneo, dove il gradimento del pubblico prescinde ormai dall’esistenza fisica dell’interprete.
Il fenomeno Eddie Dalton è la punta di un iceberg che preoccupa i vertici delle major discografiche. Attualmente, i servizi di streaming ospitano centinaia di migliaia di brani realizzati tramite algoritmi che imitano stili e timbri di artisti famosi. Una strategia che permette di abbattere i costi di produzione e massimizzare i profitti, saturando il mercato con contenuti “fake” ma estremamente efficaci nel catturare l’attenzione degli ascoltatori. Una scelta che punta tutto sull’immediatezza del consumo digitale.
L’ascesa di artisti inesistenti apre un dibattito su chi siano i veri beneficiari di questo nuovo modello di business. In un sistema dove l’autore svanisce, il guadagno si concentra nelle mani dei proprietari dei software e delle etichette che gestiscono i dati. La questione non è più se una canzone sia “vera”, ma chi detenga i diritti di un’opera senza anima umana. Una trasformazione che obbliga il settore a rivedere i concetti di proprietà intellettuale e creatività.
Radio Smeralda, puntata del 03/04/2026
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