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Gli Editoriali de L'Unione Sarda

Un confronto interlocutorio – di Franco Meloni

today16 Aprile 2026 5

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L’intervento del 16 aprile 2026 – Un confronto interlocutorio

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    Un confronto interlocutorio – di Franco Meloni Radiolina

Qualche giorno fa si è svolta la scuola di politica organizzata dai Riformatori Sardi, alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci e della presidente della Regione Alessandra Todde, un appuntamento importante, non solo per il livello degli interlocutori, ma per il confronto diretto che ha consentito. Il colloquio avuto con la presidente restituisce un’immagine articolata: da un lato una sincera volontà di affrontare i problemi, dall’altro una sensazione di difficoltà, quasi di impotenza, nel tradurre questa volontà in provvedimenti efficaci. Una percezione che, per il bene collettivo, si spera sia errata, ma che merita di essere esplicitata.

Alessandra Todde (L’Unione Sarda)

Il timore è che la reale condizione della sanità sarda non sia ancora pienamente colta e che, nel settore, la presidente sia circondata da figure pur competenti e animate da buone intenzioni, ma distanti dalla concretezza quotidiana della macchina amministrativa. In campagna elettorale Todde aveva assunto un impegno chiaro e ambizioso: attraversare l’isola, ascoltare direttamente i cittadini, trasformare i bisogni reali in politiche efficaci. Oggi non è più il tempo dell’analisi, ma quello delle decisioni. È giusto riconoscere, senza ambiguità, che il sistema sanitario regionale continua a reggere.

I numeri parlano di circa 250.000 ricoveri annui e milioni di prestazioni ambulatoriali e di laboratorio. Esistono professionalità di alto livello, strutture che garantiscono servizi essenziali, segmenti del sistema che funzionano e che meritano rispetto. Ma accanto a questa tenuta, esiste una realtà altrettanto evidente, che i cittadini vivono ogni giorno: pronto soccorso spesso al limite della sostenibilità; liste d’attesa che continuano ad allungarsi, trasformando un diritto in un’incertezza; accesso alle cure che, in molti territori, diventa un percorso difficile e scoraggiante. Le responsabilità non nascono oggi. Anni di riforme incomplete, scelte organizzative discutibili e una gestione non sempre efficace hanno contribuito a costruire l’attuale situazione. Anche le precedenti stagioni di governo hanno lasciato problemi irrisolti e questo va riconosciuto con onestà. Tuttavia, dopo due anni di governo, il richiamo al passato non è più sufficiente.

La condizione odierna è anche il risultato delle scelte compiute dall’attuale amministrazione: delle priorità individuate, delle decisioni adottate e di quelle rimaste incompiute. Nel corso dell’incontro pubblico è stato ricordato come, negli anni Ottanta, la Sardegna seppe costruire, a partire dal caos del sistema mutualistico, un servizio sanitario regionale a carattere universale. Una vera rivoluzione, guidata da Emanuele Sanna, giovane pediatra capace di imprimere visione, direzione e concretezza all’azione politica. Oggi, di fronte alla profondità della crisi del sistema sanitario regionale, emerge con forza la necessità di una figura di pari autorevolezza: una guida capace di orientare, decidere e assumersi pienamente la responsabilità di un percorso di rinascita.

È su questo punto che si concentra la domanda rivolta alla presidente, più da cittadino che da tecnico: intende interpretare direttamente questo ruolo? Può dedicare alla sanità il tempo e l’attenzione che una sfida di tale portata richiede? Oppure è alla ricerca, all’interno del suo schieramento, di una figura con le competenze e le caratteristiche necessarie? Pur avendo risposto con completezza agli altri quesiti, mostrando anche onestà intellettuale – come nel riconoscere l’errore nella nomina dell’ex assessore Bartolazzi – su questo tema la risposta è apparsa più sfumata. La domanda resta quindi aperta e non come provocazione, ma come richiesta di chiarezza. Perché governare significa assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte. E oggi cittadini e operatori sanitari chiedono risposte nette e credibili. Prima che sia troppo tardi.

Franco Meloni

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