play_arrow
Sardegna, le aste immobiliari cambiano volto: Arzachena e Olbia guidano la crescita Cristian Asara
Il settore delle aste immobiliari nell’isola abbandona l’etichetta di mercato per soli speculatori e si integra pienamente nelle logiche immobiliari regionali. I dati del 2025 mostrano una mutazione strutturale, con una partecipazione più consapevole e un incremento del valore dei beni. Secondo il report curato da Lino Mura (agenzie Brili e Brilas) con la consulenza di Mirko Frigerio, sono stati censiti 2.083 lotti. La base d’asta complessiva ha superato i 410 milioni di euro, a fronte di un’offerta minima di oltre 318 milioni. Una scelta, quella di monitorare questi dati, che rivela una forte polarizzazione: appena 45 lotti di lusso rappresentano quasi la metà dell’intero valore di mercato.

La Gallura si conferma l’area con la maggiore intensità economica della Sardegna. Arzachena è in cima alla classifica regionale per controvalore, superando i 63,8 milioni di euro con 80 lotti. Olbia segue con 39,1 milioni di euro e 150 aste celebrate. Il comparto residenziale resta il motore principale con 912 appartamenti e 71 ville, ma spiccano anche i lotti edificabili. La forte attrattività di zone costiere e asset turistici di alto livello incide pesantemente sulle medie regionali, rendendo il nord-est dell’isola il fulcro delle operazioni più rilevanti.
Un fenomeno recente riguarda l’aumento dei partecipanti che spinge i prezzi verso l’alto. Lino Mura evidenzia come la mancanza di consulenza specifica porti spesso ad aggiudicazioni paradossali. In alcuni casi, il prezzo finale in asta supera quello del libero mercato. A Olbia, ad esempio, un bilocale in zona viale Aldo Moro è stato recentemente aggiudicato a 142 mila euro, nonostante un immobile identico fosse disponibile sul mercato tradizionale a 128 mila euro, già arredato e senza i costi procedurali tipici delle esecuzioni. Una strategia d’acquisto basata sul “fai da te” può quindi rivelarsi controproducente per l’acquirente non esperto.
L’attività delle aste segue una stagionalità marcata, con picchi di lotti concentrati nei mesi di luglio e novembre. Al contrario, agosto registra un fermo quasi totale dovuto alla pausa dei tribunali. Dicembre si distingue invece come il mese con il valore aggregato più alto, toccando i 64,5 milioni di euro. Sebbene quasi la metà dei lotti abbia un prezzo base inferiore ai 50 mila euro, è la presenza di ville e strutture produttive a determinare il peso economico del settore. Le aste non sono più un’alternativa marginale, ma un segmento capace di influenzare l’intero andamento immobiliare sardo.
Radio Smeralda, puntata del 27/04/2026
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina