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Interviste

La Sardegna lancia un progetto regionale sull’enoturismo

micEgidiangela Sechi, Luigi Cautoday7 Maggio 2026 10

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Turismo del vino, la Sardegna costruisce una rete regionale

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    La Sardegna lancia un progetto regionale sull’enoturismo Giuseppe Valdes

L’enoturismo continua a crescere e si conferma uno dei comparti più strategici del turismo esperienziale italiano. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale del Turismo del Vino 2024 di Nomisma e del Report Ismea sull’Enoturismo, il settore vale oggi fino a 2,9 miliardi di euro e coinvolge oltre 13 milioni di enoturisti ogni anno.

Enoturismo (Immagine generata con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale)

Nasce la Rete Enoturismo Sardegna per valorizzare vino e territori

È proprio in questo scenario che nasce la Rete Enoturismo Sardegna (RES), progetto pilota finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna e presentato a livello nazionale durante il Vinitaly 2026 di Verona.

Il presidente della RES Luigi Cau ha spiegato come l’iniziativa sia nata dalla volontà di un gruppo di cantine distribuite nei principali territori vitivinicoli della Sardegna di costruire una proposta turistica integrata capace di andare oltre la semplice produzione del vino.

L’obiettivo è quello di creare una nuova offerta legata all’esperienza, alla conoscenza dei territori e alla valorizzazione delle aree interne dell’isola, intercettando una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze autentiche, sostenibili e destagionalizzate.

La rete RES punta sulla destagionalizzazione del turismo in Sardegna

Secondo Luigi Cau, la Sardegna ha parlato per anni della necessità di destagionalizzare il turismo, ma raramente sono stati costruiti modelli concreti in questa direzione. La RES nasce proprio con l’intento di colmare questo vuoto attraverso una rete coordinata tra operatori del vino e dell’accoglienza.

Attualmente il progetto coinvolge circa 30 cantine sarde, unite in una rete che attraversa territori profondamente diversi tra loro dal punto di vista paesaggistico, culturale ed enogastronomico. Dalla Gallura fino al sud dell’isola, ogni area contribuisce con la propria identità alla costruzione di un’offerta turistica integrata.

Luigi Cau ha sottolineato come il vero valore della rete stia nella possibilità di accompagnare il visitatore in un viaggio esperienziale capace di raccontare la vera essenza della Sardegna attraverso paesaggi, tradizioni, centri storici, vini e produzioni locali.

La RES propone infatti sia percorsi dedicati ai singoli territori vitivinicoli sia itinerari più ampi che permettono ai turisti di vivere un’esperienza completa e diversificata all’interno dell’isola. Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda anche la dimensione collaborativa. In un settore spesso caratterizzato da individualismi, la Rete Enoturismo Sardegna punta sulla condivisione di competenze, sulla crescita comune e sulla costruzione di un modello coordinato tra imprese diverse.

Formazione, viaggi studio e modelli europei: la Sardegna guarda a Rioja e Bordeaux

Tra le attività già avviate dalla RES ci sono percorsi di formazione per gli operatori, iniziative di animazione territoriale e viaggi studio internazionali dedicati all’enoturismo. Nei mesi scorsi alcuni operatori vitivinicoli sardi hanno partecipato a un educational tour nella Rioja Alta, in Spagna, uno dei territori europei più avanzati nel turismo del vino.

L’obiettivo è stato quello di studiare metodologie di lavoro, strategie di promozione e modelli organizzativi già consolidati a livello internazionale. Come annunciato da Luigi Cau durante l’intervista, è inoltre prevista una nuova visita studio a Bordeaux, altro punto di riferimento mondiale per l’enoturismo e la valorizzazione dei territori vitivinicoli.

Secondo il presidente della RES, queste esperienze rappresentano un passaggio fondamentale per trasferire buone pratiche internazionali agli operatori sardi e consolidare un modello capace di rendere l’enoturismo una vera risorsa economica per la Sardegna.

 

 

Intervista a cura di Egidiangela Sechi

La Strambata del 07-05-2026

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