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Guerre nel mondo, gli Stati Uniti di Trump sono davvero in declino? Giuseppe Valdes
Gli scenari internazionali continuano a essere segnati da guerre, tensioni geopolitiche e nuovi equilibri di potere. Dall’Ucraina al Medio Oriente, passando per il rafforzamento dell’asse tra Cina e Russia, il mondo vive una fase di forte instabilità. A commentare questo quadro è Domenico Quirico, giornalista e storico inviato di guerra de La Stampa, da anni osservatore diretto dei principali fronti internazionali. Secondo Quirico, la situazione attuale non rappresenta un evento eccezionale nella storia dell’umanità, ma segna soprattutto la fine di un ordine globale consolidato dopo la Guerra Fredda. Un cambiamento che sta generando nuovi conflitti e ridefinendo i rapporti di forza tra le grandi potenze mondiali.

Domenico Quirico ha commentato anche l’espressione utilizzata più volte da Papa Francesco, che ha parlato di una “terza guerra mondiale a pezzi”. Per il giornalista, si tratta di una definizione efficace sul piano simbolico, ma che rischia di risultare enfatica: “Le guerre ci sono sempre state”, ha spiegato Quirico, sottolineando come il mondo non arrivi da un lungo periodo di pace assoluta.
Negli ultimi decenni si sono verificati conflitti estremamente violenti, spesso però lontani dall’Europa e quindi percepiti in modo meno diretto dall’opinione pubblica occidentale. L’elemento realmente nuovo, secondo Quirico, è il caos geopolitico emerso dopo il 2022: “L’ordine che ha retto il mondo fino al 2022 è andato in pezzi”, afferma il giornalista.
Da questo disordine sono nati numerosi conflitti che potrebbero rappresentare la fase preliminare di un nuovo assetto internazionale. Resta però aperta la domanda più importante: chi guiderà il nuovo ordine mondiale e con quali regole. Una risposta che, secondo Quirico, oggi appare ancora difficile da definire con precisione.
Il recente incontro a Pechino tra Xi Jinping e Vladimir Putin, viene osservato con grande attenzione dalle cancellerie internazionali. Per Domenico Quirico, il rapporto tra Cina e Russia è ormai “un legame strutturale” destinato a rafforzarsi ulteriormente. Le due potenze, pur con profonde differenze economiche e strategiche, condividono interessi comuni e una visione alternativa rispetto all’ordine occidentale guidato dagli Stati Uniti.
Secondo Quirico, Russia e Cina rappresentano due sistemi complementari: Pechino dispone della forza economica globale, mentre Mosca mantiene una centralità militare e nucleare. Due elementi che rendono l’alleanza tra i due Paesi particolarmente solida nello scenario internazionale attuale. Il giornalista ridimensiona invece le aspettative legate ai recenti incontri diplomatici internazionali, compreso quello tra Donald Trump e Xi Jinping, definito privo, almeno per ora, di conseguenze concrete sugli equilibri mondiali.
Nella visione di Domenico Quirico, la vera trasformazione geopolitica in corso riguarda soprattutto la crescita della Cina come nuova superpotenza globale. “La Cina ormai si è stabilmente insediata come altro grande polo mondiale”, osserva Quirico. Pechino, secondo il giornalista, sta aspettando di affiancare alla propria enorme potenza economica una forza militare comparabile a quella americana.
Solo allora, sostiene Quirico, sarà possibile capire se la Cina sarà davvero in grado di sostituire gli Stati Uniti come principale garante dell’ordine internazionale. Un passaggio che si inserisce nel contesto di un’America definita dal giornalista “molto decadente” sul piano della leadership globale.
Nel frattempo, il mondo continua a vivere una fase di transizione caratterizzata da conflitti regionali, instabilità politica e competizione tra grandi potenze. Una fase che, secondo l’analisi di Domenico Quirico, potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri internazionali dei prossimi decenni.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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