Sul fronte tecnico arriva una conferma forte: Fabio Pisacane resterà l’allenatore del Cagliari. L’ex difensore, alla sua prima esperienza da tecnico in Serie A, ha chiuso la stagione con una salvezza solida, 43 punti conquistati e un’identità di gioco riconoscibile, costruita su giovani, intensità e valorizzazione del gruppo.
Giulini non ha lasciato spazio ai dubbi: il rinnovo automatico legato alla permanenza in Serie A rappresenta soltanto un dettaglio formale: “Il contratto è l’ultimo dei problemi. Probabilmente gli proporremo un biennale, magari con opzione per una terza stagione”, ha spiegato il presidente.
Alla base della scelta ci sono valori condivisi, conoscenza reciproca e un progetto costruito negli anni. Pisacane, infatti, ha seguito un percorso interno partito dal settore giovanile fino all’approdo in prima squadra. Per il club rossoblù il tecnico rappresenta molto più di una scommessa vinta: è il simbolo della continuità tra vivaio e prima squadra.
Giulini ha rivendicato la linea strategica del club: una squadra giovane, sostenibile e con forte identità italiana. Il Cagliari ha affrontato il campionato con una delle età medie più basse della Serie A, puntando su prospetti emergenti e valorizzando il lavoro del settore giovanile.
“L’idea dei giovani e degli italiani fa parte del progetto fin dal mio arrivo”, ha sottolineato il presidente. Da Pisacane a giocatori come Caprile, Gaetano, Obert, Zortea, Rodriguez e Zé Pedro, il club vuole ora provare a trattenere il maggior numero possibile di protagonisti della stagione.
Giulini non nasconde che il mercato porterà offerte importanti, ma l’obiettivo resta chiaro: non smantellare la squadra per continuare il percorso di crescita.
Un altro capitolo centrale riguarda il nuovo stadio. Il dossier, ha spiegato Giulini, è nelle mani del Comune, che lavora per portare il progetto in Consiglio comunale e rispettare le tempistiche richieste dall’UEFA.
Il presidente non nasconde le difficoltà burocratiche incontrate negli ultimi anni, definendo la questione stadio una delle principali frustrazioni della sua gestione: “Quando costruimmo l’Unipol Domus pensavamo di utilizzarla al massimo per cinque stagioni”, ha ricordato.
Parallelamente, il club continua a lavorare sul mercato, sui riscatti e sulla costruzione della rosa del futuro. Tra i dossier aperti ci sono quelli relativi al direttore sportivo Angelozzi, ai prestiti, ai rinnovi e alla nuova leadership interna. Per Giulini, però, il punto di partenza resta uno solo: confermare la solidità costruita quest’anno e provare a migliorare il 14° posto conquistato in campionato.
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