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Squalo a Monti Russu, attacco o psicosi collettiva a Aglientu?

today3 Giugno 2026 22

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I dubbi sulle immagini social ridimensionano il racconto del triatleta francese ad Aglientu.

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    Squalo a Monti Russu, attacco o psicosi collettiva a Aglientu? Cristian Asara

 

Un ragazzo francese di 28 anni, Giovanni Caselli, ha vissuto attimi di forte apprensione durante una sessione di nuoto in Sardegna. Il giovane, residente a Sète e impegnato nella preparazione per una gara di triathlon, si trovava a diversi metri dalla riva nella spiaggia di Monti Russu, nel territorio di Aglientu. Secondo la sua prima testimonianza rilasciata al quotidiano Midi Libre, un esemplare di squalo pinna nera di barriera lo avrebbe puntato e colpito ripetutamente, costringendolo a una fuga disperata verso la riva per mettersi in salvo.

La dinamica del presunto attacco in mare

Caselli ha spiegato di aver notato l’animale all’improvviso e di aver tentato di allontanarsi nuotando sul dorso. Una reazione che, unita alle urla, avrebbe innervosito l’esemplare. Il racconto iniziale parlava di ben cinque morsi distribuiti tra il polpaccio, il ginocchio e la mano, descritti dal giovane come dei tentativi da parte del predatore di “assaggiarlo”. Nonostante la presenza di sangue e il forte spavento, il ventottenne è rientrato a riva autonomamente, senza la necessità di un successivo ricovero in ospedale.

Il “pauroso” squalo che ha morso l’atleta – immagine generata con IA

I dubbi sollevati dalle immagini sui canali social

Una versione che, tuttavia, mostra diverse incongruenze se analizzata attraverso le prove visive. Dando uno sguardo attento alle foto pubblicate dallo stesso Caselli sui suoi canali social, la gravità dell’episodio appare fortemente ridimensionata. Nelle immagini si intravedono soltanto delle piccolissime escoriazioni, segni che difficilmente possono essere ricondotti a cinque morsi distinti di un predatore marino. Inoltre, nel post pubblicato, scrive che l’incontro è avvenuto di notte, poteva essere qualsiasi altro pesce ad averlo colpito, e non uno squalo?

Tra panico reale e amplificazione dei media

Una spiegazione plausibile lega l’accaduto a una reazione di forte panico, unita alla tendenza della stampa a ingigantire le notizie di cronaca. Una situazione di forte stress in acqua può alterare la percezione della realtà, trasformando un contatto accidentale o un avvistamento a distanza in un’aggressione feroce. L’episodio di Aglientu rientra quindi in una narrazione spettacolarizzata dai media, dove il timore atavico per i predatori del mare ha preso il sopravvento sulla realtà dei fatti, legata a ferite lievissime e a nessuna prova concreta del predatore.

Radio Smeralda del 03 -06-2026

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