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Sabbia rubata in Sardegna, sequestrate 4 tonnellate in due anni Giuseppe Valdes
Negli ultimi due anni i controlli all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia hanno permesso di recuperare e riportare in natura in Sardegna quattro tonnellate di sabbia, ciottoli e conchiglie prelevati illegalmente dalle spiagge della Sardegna. Un dato impressionante che racconta solo una parte del fenomeno, perché comprende esclusivamente il materiale sequestrato nello scalo gallurese. Nonostante i divieti, molti turisti continuano a portare via dagli arenili sardi sabbia, sassi e conchiglie come ricordo delle vacanze. Un’abitudine che alimenta un fenomeno ancora molto diffuso e che mette a rischio l’equilibrio degli ecosistemi costieri dell’Isola.

Durante la presentazione del progetto “Riportami al Mare”, gli enti coinvolti hanno illustrato i risultati raggiunti negli ultimi anni. L’iniziativa punta a restituire all’ambiente i materiali sottratti illegalmente e a sensibilizzare residenti e visitatori sull’importanza di tutelare il patrimonio naturale della Sardegna.
Da sei anni il progetto unisce le forze dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo, Geasar, Regione Sardegna, ENAC, Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale e di numerosi altri soggetti impegnati nelle attività di prevenzione e controllo.
Grazie a questa rete di collaborazione, migliaia di chili di sabbia, conchiglie, ciottoli ed egagropili tornano progressivamente nel loro habitat naturale, contribuendo alla salvaguardia delle coste sarde.
Nei giorni scorsi gli operatori hanno completato l’ultima operazione sull’Isola di Tavolara, a Cala Tramontana, dove hanno reimmesso nell’ambiente il materiale sequestrato dopo un accurato studio scientifico.
La procedura richiede particolare attenzione. Le caratteristiche della sabbia cambiano infatti da una spiaggia all’altra e non consentono interventi casuali. Per questo i geologi analizzano ogni campione per determinarne provenienza, composizione e compatibilità con il luogo di destinazione.
Questo lavoro permette di individuare la spiaggia più adatta alla reimmissione dei sedimenti e di evitare alterazioni dell’equilibrio naturale dei litorali. “L’obiettivo è salvaguardare le spiagge di tutta la Sardegna”, ha spiegato Francesco Lai, presidente dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo. “I materiali sequestrati all’aeroporto di Olbia arrivano da diverse località dell’Isola e grazie al progetto possiamo restituire all’ambiente elementi fondamentali per l’equilibrio costiero”.
Molti visitatori considerano sabbia e conchiglie semplici souvenir, ma ogni prelievo contribuisce a impoverire ecosistemi particolarmente delicati. Le spiagge rappresentano ambienti naturali complessi, dove ogni elemento svolge una funzione precisa per la stabilità dell’arenile e la conservazione della biodiversità.
Quando migliaia di persone portano via anche piccole quantità di materiale, il danno complessivo può diventare significativo e favorire fenomeni di erosione costiera. Secondo Leonardo Lutzoni, direttore dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo, il problema riguarda sia chi ignora volutamente le regole sia chi non conosce le conseguenze.
“Molte persone portano via sabbia e conchiglie volontariamente, ma tante altre lo fanno inconsapevolmente, senza rendersi conto del danno provocato all’ecosistema. Per questo la sensibilizzazione e l’informazione restano fondamentali”.
Il progetto guarda già oltre gli aeroporti. Tra le prossime sfide c’è il coinvolgimento del porto di Olbia e, successivamente, degli altri scali marittimi della Sardegna.
Gli operatori spiegano che anche nei porti emergono frequentemente casi di trasporto illecito di sabbia e conchiglie. Ampliare i controlli consentirebbe quindi di recuperare quantità ancora maggiori di materiale naturale e di rafforzare le attività di tutela ambientale.
Il messaggio rivolto ai turisti è semplice e diretto: le spiagge della Sardegna non sono una fonte di souvenir, ma un patrimonio naturale da proteggere. L’obiettivo finale resta quello di ridurre progressivamente il fenomeno attraverso informazione, educazione ambientale e controlli sempre più efficaci.
A cura di Guglielmo Niada nella rubrica Social Trends.
Radio Smeralda del 19-06-2026
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