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Tavolara entra nella rete IOCC: un traguardo globale per l’Area Marina Protetta Cristian Asara
L’annuncio è arrivato da Londra, durante i lavori della settimana dedicata al clima. L’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo entra ufficialmente a far parte della IOCC (Island-Ocean Connection Challenge). Si tratta di una rete internazionale focalizzata sul recupero e sulla salvaguardia degli ecosistemi marini e insulari. Insieme alle isole galluresi, l’organizzazione ha ufficializzato l’ingresso di altre tre realtà: Lehua Island nelle Hawaii, la francese Grand Rouveau e l’Isola di Zembra in Tunisia. Con questi nuovi ingressi, il network sale a quota 26 aree protette nel mondo, muovendosi verso l’obiettivo di rigenerare 40 ecosistemi entro il 2030 seguendo il modello che unisce la terraferma alle barriere coralline.

La IOCC nasce dalla spinta di Island Conservation, Re:wild e dello Scripps Institution of Oceanography. Il programma promuove una gestione integrata che unisce i dati della ricerca scientifica alle conoscenze storiche delle comunità locali. L’azione coordinata su territori così interconnessi punta a potenziare la biodiversità, migliorare la salute dei mari e aumentare la resistenza agli shock climatici, portando benefici anche alle economie dei singoli territori. Un lavoro di squadra globale che punta a condividere risorse, competenze e risultati concreti.
Il legame tra l’Area Marina Protetta sarda e Island Conservation ha radici profonde, nate circa dieci anni fa con il progetto europeo Life Puffinus Tavolara, focalizzato sull’eradicazione del ratto nero grazie al supporto tecnico di Nemo s.r.l. Oggi, l’inserimento in questa rete globale permette a Tavolara di portare la propria esperienza nel contrasto alle specie aliene all’interno del bacino del Mediterraneo. Al tempo stesso, l’accordo garantisce uno scambio continuo con specialisti di altri Stati per apprendere nuove pratiche di gestione ambientale.
La candidatura della Gallura si concentra su azioni precise di monitoraggio e controllo delle specie invasive, con un obiettivo chiaro: proteggere la Berta minore mediterranea (Puffinus yelkouan), un uccello marino endemico. Questo inserimento posiziona il territorio sardo a fianco di ecosistemi protetti dislocati tra l’oceano Pacifico e l’Atlantico, confermando il valore naturalistico dell’arcipelago gallurese nella mappa della conservazione globale.
Radio Smeralda del 25 -06-2026
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