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Incendi in Sardegna: la Forestale fa chiarezza sulle cause Manuel Cozzolino
Gli incendi in Sardegna aumentano rispetto allo scorso anno, mentre il caldo estremo mette sotto pressione il territorio e la rete elettrica. Tuttavia, la Regione ribadisce che la causa principale resta l’azione dell’uomo. «Il caldo non provoca gli incendi, il vento non li provoca. Possono renderli più rapidi nella propagazione, ma non ne sono la causa», sottolinea l’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi.

Il bilancio aggiornato al 15 luglio fotografa una stagione complessa, con 1.185 incendi contro i 1.076 registrati nello stesso periodo del 2025 e 5.718 ettari percorsi dalle fiamme, valore superiore del 25% rispetto alla media dell’ultimo decennio. «Ogni incendio viene affrontato come una scena del crimine», evidenzia il comandante del Corpo forestale Gianluca Cocco, spiegando il metodo investigativo adottato.
Nonostante l’incremento dei roghi, emerge un dato incoraggiante: i boschi devastati dal fuoco scendono a 212 ettari, contro i 709 ettari bruciati nello stesso periodo del 2025. «Gli incendi boschivi in Sardegna non sono un evento naturale, ma la conseguenza di un comportamento umano», ribadisce Gianluca Cocco, richiamando il valore della prevenzione.
L’ondata di calore continua a interessare l’Isola, con temperature che in alcune aree hanno raggiunto 43 gradi e notti tropicali nelle quali il termometro non scende sotto i 25 gradi. «Rispetto a ieri si è scatenato un fenomeno di forno ventilato in Sardegna», spiega Enrico Fresu, giornalista di Unionesarda.it, descrivendo gli effetti del vento settentrionale che trasporta aria rovente verso il sud dell’Isola.
Mentre gran parte della Sardegna affronta caldo afoso e notti difficili, alcune località dell’Ogliastra registrano condizioni climatiche decisamente più favorevoli, con minime notturne sorprendenti. «La minima registrata è stata di 12,3 gradi. Un vero paradiso», racconta Fresu, citando i dati ufficiali della rete meteorologica ARPAS.
L’utilizzo massiccio dei climatizzatori ha provocato numerosi blackout tra Sinnai, Settimo San Pietro, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Capoterra, Pula e Villasimius, causando pesanti disagi a famiglie e attività commerciali. «La richiesta è così elevata che gli impianti si spengono perché la rete non regge», afferma Fresu, ricordando i danni provocati dalle lunghe interruzioni dell’energia elettrica.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura anche il possibile coinvolgimento della rete elettrica in alcuni incendi, come quelli di Aglientu e Musei, dove residenti hanno riferito di esplosioni precedenti allo sviluppo delle fiamme. «Sono ipotesi ancora da dimostrare», precisa Fresu, ricordando che le indagini sono tuttora in corso.
Le inchieste del Corpo forestale e di vigilanza ambientale confermano che dietro la maggior parte degli incendi si trovano comportamenti colposi oppure dolosi, tra imprudenze, abbruciamenti illegali, cattiva manutenzione degli elettrodotti, vendette e piromania. «Nella quasi totalità dei casi gli incendi hanno origine da un comportamento umano, doloso o gravemente imprudente», asserisce Rosanna Laconi, ribadendo che prevenzione e responsabilità restano le armi più efficaci contro gli incendi in Sardegna.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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