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Piccoli “squali” da caviglia: i pesci che assaltano i bagnanti in Sardegna Cristian Asara
Ammettiamolo: vi è mai capitato di restare immobili a godervi l’acqua cristallina della nostra isola e, all’improvviso, fare un salto degno del miglior ballerino a causa di un pizzico improvviso alla caviglia? Non siete i soli. Non serve immaginare scene da film horror con squali in avvicinamento. I veri colpevoli di questi agguati a riva sono piccolissimi e decisamente meno spaventosi: saraghi, occhiate, salpe e mormore.

Questi frequentatori assidui del nostro mare non hanno intenzioni ostili, sono solo incredibilmente opportunisti. Quando un bagnante resta fermo in piedi, l’istinto di questi pesci si attiva. La trasparenza dell’acqua permette loro di avvistare subito quella che considerano una facile fonte di pranzo. Una scelta di pura sopravvivenza che li spinge a ripulire la pelle da cellule morte o piccole crosticine, rese più morbide dalla permanenza in mare.
Il fenomeno è del tutto innocuo, ma per chi è particolarmente sensibile al solletico o al fastidio c’è un rimedio molto semplice. Se avete piccoli graffi, escoriazioni o ferite leggere sui piedi e sulle gambe, basta coprirli con un cerotto resistente all’acqua prima di tuffarvi. In questo modo i piccoli abitanti del bagnasciuga dovranno cercare il loro spuntino altrove, lasciandovi godere il relax delle nostre spiagge in totale tranquillità.
Radio Smeralda del 24 -07-2026
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