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Interviste

Pecorino Romano e dazi Usa: “Il mercato americano vale il 40% della produzione”

micEgidiangela Sechi, Gianni Maodditoday29 Luglio 2026 10

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Dazi Usa sul Pecorino Romano, il Consorzio lancia l’allarme: “Serve un intervento politico urgente”

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    Pecorino Romano e dazi Usa: “Il mercato americano vale il 40% della produzione” Manuel Cozzolino

I nuovi dazi Usa sul Pecorino Romano continuano a preoccupare il comparto, nonostante la conferma dell’aliquota al 10%, spingendo il Consorzio di tutela a chiedere interventi urgenti. “Il 10% non è poco, è sicuramente un dazio importante”, sottolinea Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano.

Pecorino romano (Immagine simbolo)

Il Pecorino Romano resta soggetto al dazio del 10%

Dopo la scadenza della precedente disciplina tariffaria il 23 luglio, gli Stati Uniti hanno reintrodotto i dazi mantenendo invariata l’aliquota applicata al Pecorino Romano. “Per il Pecorino Romano non cambia nulla, perché il dazio resta confermato al 10%”, spiega Maoddi.

Un vantaggio competitivo ridotto rispetto ai concorrenti

Negli anni precedenti il Pecorino Romano beneficiava dell’esenzione dai dazi, mentre altri formaggi europei destinati all’industria alimentare erano già soggetti a tariffe doganali. “Il Pecorino Romano è sempre stato esentato e questo rappresentava un vantaggio rispetto agli altri prodotti”, evidenzia il presidente.

Parmigiano e Grana Padano recuperano competitività

Con il nuovo quadro tariffario, Parmigiano Reggiano e Grana Padano vedono ridursi il peso complessivo delle tariffe, accorciando il divario competitivo rispetto al Pecorino Romano. “Oggi questi prodotti scontano soltanto il dazio del 15%, mentre prima arrivavano complessivamente al 25%”, osserva Maoddi.

Il rischio di perdere quote nel mercato americano

Secondo il Consorzio, la nuova situazione potrebbe favorire una sostituzione del Pecorino Romano nelle produzioni industriali statunitensi, orientate verso prodotti economicamente più convenienti. “Le industrie alimentari potrebbero decidere di sostituire il Pecorino Romano con altri formaggi che costano meno”, avverte Maoddi.

Export e prezzi potrebbero risentirne

Un rallentamento delle esportazioni potrebbe determinare un aumento delle giacenze, incidendo negativamente sull’equilibrio del mercato e sui prezzi riconosciuti ai produttori italiani. “Il mercato americano pesa per circa il 40% della produzione del Pecorino Romano ed è assolutamente determinante”, ricorda il presidente.

Le misure richieste dal Consorzio

Il Consorzio sta lavorando insieme al Ministero dell’Agricoltura per individuare strumenti capaci di sostenere le imprese durante questa fase di forte incertezza commerciale. “Una delle misure potrebbe essere l’utilizzo del bando indigenti per assorbire parte della produzione che non trova sbocco sui mercati esteri”, spiega Maoddi.

Sostegno agli stock e liquidità per le aziende

Tra gli interventi ritenuti più efficaci rientrano anche gli aiuti destinati alle giacenze presenti nei magazzini, così da alleggerire la pressione finanziaria sulle aziende produttrici. “Gli interventi sugli stock consentono alle imprese di vendere con maggiore tranquillità, senza essere costrette a svendere il prodotto”, afferma il presidente.

La strategia passa dalla diversificazione dei mercati

Per il Consorzio, il rafforzamento della presenza commerciale in nuovi Paesi rappresenta la strada principale per ridurre la dipendenza dal mercato statunitense e consolidare l’export. “Bisogna continuare a cercare nuovi mercati e ridurre la storica dipendenza dagli Stati Uniti”, conclude Gianni Maoddi.

Intervista a cura di Egidiangela Sechi

La Strambata del 29-07-2026

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