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Carceri in Sardegna, la denuncia: “Situazione fuori controllo” Giuseppe Valdes
La tragedia avvenuta nel carcere di Bancali, a Sassari, dove un detenuto ha perso la vita in seguito a un incendio sviluppatosi nella propria cella, riporta al centro dell’attenzione la difficile situazione delle carceri in Sardegna.
Per Giovanni Villa, segretario della Federazione Nazionale Sicurezza (FNS) Cisl Sardegna, quanto accaduto rappresenta “una sconfitta per tutti” e conferma criticità che il sindacato denuncia ormai da diversi anni senza aver ricevuto risposte concrete dalle istituzioni.
Villa ha ricordato come la vertenza sulle carceri sarde sia aperta dal 2023 e riguardi non solo la carenza di personale, ma soprattutto la gestione dei detenuti affetti da disturbi psichiatrici, una problematica che continua ad aggravarsi all’interno delle strutture penitenziarie dell’Isola.

Secondo Giovanni Villa, uno dei problemi più urgenti riguarda proprio la presenza di numerosi detenuti con patologie psichiatriche che, in assenza di strutture dedicate, restano negli istituti penitenziari pur avendo bisogno di percorsi sanitari specifici.
Il segretario della FNS Cisl Sardegna ricorda che nell’Isola è presente una sola REMS, la struttura destinata ai pazienti con problemi psichiatrici autori di reato, ma i posti disponibili risultano ormai insufficienti.
Per questo motivo il sindacato chiede da anni la realizzazione di almeno una seconda REMS, con una disponibilità di circa 20-30 posti, pur riconoscendo che neppure questa soluzione sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno complessivo.
Villa sottolinea come la questione sia stata portata all’attenzione della Regione Sardegna, della politica e delle istituzioni competenti già da diversi anni. La FNS Cisl ha partecipato anche a incontri e convegni dedicati al tema della salute mentale nelle carceri, coinvolgendo magistrati e rappresentanti del sistema giudiziario, con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise.
Nonostante le numerose interlocuzioni, secondo il segretario sindacale non sarebbero ancora arrivate risposte operative, mentre il numero di detenuti con fragilità psichiche continua ad aumentare, aggravando le condizioni di lavoro del personale penitenziario.
Tra gli aspetti più critici evidenziati da Giovanni Villa c’è anche il progressivo ampliamento delle mansioni affidate agli agenti della Polizia Penitenziaria. La mancanza di figure professionali dedicate porta infatti il personale a svolgere attività che esulano dalle proprie competenze istituzionali.
“Facciamo gli educatori, gli assistenti sociali e perfino gli psicologi”, spiega Villa, sottolineando come gli agenti cerchino ogni giorno di ascoltare e sostenere i detenuti più fragili grazie all’esperienza maturata negli anni. Un impegno che, però, non può sostituire il lavoro di professionisti qualificati e rischia di aumentare ulteriormente il carico di responsabilità degli operatori.
Secondo il segretario della FNS Cisl Sardegna, le difficoltà della sanità penitenziaria riflettono le criticità dell’intero sistema sanitario regionale, ma nelle carceri il problema assume dimensioni ancora più gravi. La carenza di personale sanitario specializzato rende infatti sempre più difficile garantire un’assistenza adeguata ai detenuti con problemi psicologici e psichiatrici.
Per Villa è necessario che la Regione Sardegna affronti con urgenza questa emergenza, potenziando le strutture dedicate e garantendo risorse adeguate sia alla sanità penitenziaria sia agli istituti di pena. Solo attraverso interventi concreti, conclude il sindacalista, sarà possibile migliorare le condizioni di sicurezza per detenuti e operatori e prevenire il ripetersi di tragedie come quella avvenuta nel carcere di Bancali.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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