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Ep. 28 – Imprese sarde: le strategie per affrontare la crescita Fabio Leoni
Marina Puricelli, docente senior di SDA Bocconi e direttrice del corso di Sviluppo Manageriale di Programma Us, analizza punti di forza e criticità delle imprese sarde. Dopo aver incontrato circa trenta realtà durante la prima edizione del percorso di sviluppo manageriale, emerge un tessuto imprenditoriale caratterizzato da una forte identità territoriale e da profonde radici familiari. «Le aziende sarde che avevo in aula hanno sicuramente un’identità spiccata», racconta Puricelli, sottolineando anche una minore esposizione alla finanziarizzazione rispetto a molte imprese del Nord Italia.

La solidità delle radici familiari rappresenta una risorsa, ma può trasformarsi anche in un limite quando il controllo resta concentrato nelle mani di una sola persona. «La voglia di controllo rischia di tradursi in scarsa propensione alla delega», spiega Marina Puricelli, indicando nella managerializzazione una delle principali aree di miglioramento per le imprese sarde. Il passaggio da un’organizzazione fortemente accentrata a una struttura capace di distribuire responsabilità e competenze può diventare decisivo per sostenere la crescita. La sfida consiste quindi nel conservare identità e autonomia, introducendo allo stesso tempo strumenti manageriali più evoluti.
Gli effetti concreti della formazione emergono attraverso tre esperienze molto diverse. Un giovane ristoratore di Oristano ha scelto di consolidare il primo locale invece di aprirne un secondo, investendo nello spazio verde e nella focalizzazione dell’offerta: una strategia che ha portato al miglior fatturato e al miglior EBITDA della storia aziendale. Una catena sarda specializzata nella distribuzione di prodotti per bricolage e casa, con dodici grandi magazzini, ha invece avviato un percorso di sviluppo organizzativo, passando dal modello dell’«uomo solo al comando» a una struttura più manageriale. Nel settore ittico, una cooperativa ha innovato un prodotto maturo come le cozze, introducendo una linea precotta e sgusciata.
Per Marina Puricelli, il valore della formazione manageriale non può fermarsi alla teoria. «Non fare teoria fine a se stessa, ma offrire strumenti immediatamente spendibili», è l’obiettivo indicato per il Programma US, che ripartirà a ottobre con la seconda edizione e successivamente con un corso Advanced. Gli imprenditori, sottolinea la docente, hanno bisogno di soluzioni applicabili alla gestione quotidiana. I casi incontrati dopo il primo percorso dimostrano proprio la capacità di trasformare gli insegnamenti in decisioni operative, dalla riorganizzazione interna alla specializzazione dell’offerta, fino all’innovazione di prodotto.
L’ultima parte dell’intervista affronta uno dei temi più attuali per le imprese: l’intelligenza artificiale. «Nell’epoca dell’intelligenza artificiale spinta, diventa ancora più importante l’elemento umano», afferma Puricelli, indicando giudizio, capacità di analisi e verifica come competenze indispensabili. L’IA può diventare uno strumento potentissimo, ma richiede preparazione per formulare domande corrette e valutare criticamente le risposte. La metafora scelta è quella della Formula 1: una tecnologia estremamente potente, senza competenze adeguate, può diventare pericolosa. Per le imprese sarde, quindi, innovazione e formazione devono procedere insieme.
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