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Salvatore Boccia: «Aspetto il progetto giusto, voglio giocare»

today24 Settembre 2026

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Salvatore Boccia racconta il percorso dal Cagliari alla Serie C: Pisacane, Agostini e la voglia di tornare in campo

Ospite de Il Cagliari in diretta, condotto da Fabiano Gaggini, Alberto Masu e Valentina Caruso, Salvatore Boccia ha ripercorso la propria carriera, dagli anni nel settore giovanile del Cagliari alle esperienze con Novara e Turris. Il difensore, 25 anni, ha raccontato anche il rapporto con Andrea Carboni, conosciuto da circa quindici anni, e il legame con Fabio Pisacane, suo riferimento per caratteristiche e mentalità. «Non sono emozionato, è la prima volta per me in radio», ha raccontato Boccia, inaugurando così il suo battesimo radiofonico.

Salvatore Boccia, ex giocatore del Cagliari, negli studi di Radiolina

Il legame con Fabio Pisacane

Nel corso della puntata, Boccia ha ricordato le parole pronunciate da Fabio Pisacane, che in passato aveva detto di rivedersi nel giovane difensore. Un paragone nato dalle caratteristiche mostrate in campo e da una reciproca stima maturata negli anni. «Come caratteristiche in campo eravamo molto simili», ha spiegato Boccia, aggiungendo di aspettare il momento giusto per costruire una carriera simile a quella dell’ex difensore rossoblù. Sul percorso di Pisacane allenatore, Boccia ha sottolineato: «Ho visto subito che era molto bravo e preparato».

La Primavera e il mancato esordio

Boccia ha poi ricordato la Primavera del Cagliari guidata da Max Canzi e Alessandro Agostini, un gruppo capace di competere ai vertici prima dello stop legato alla pandemia. «Eravamo un gruppo fortissimo», ha raccontato, citando anche Obert tra i giocatori che già mostravano qualità importanti. Sul mancato esordio in prima squadra, Boccia non cerca responsabilità esterne: «Se non sono in Serie A è perché in questo momento non sono pronto». Il difensore ha spiegato di aver vissuto a Cagliari periodi delicati, nei quali lanciare un giovane poteva comportare maggiori rischi.

Il rimpianto e la voglia di ripartire

Tra i momenti che Boccia considera più delicati c’è il ritiro in Serie B, quando la scelta di accettare un prestito arrivò negli ultimi giorni di mercato. «Potevo rimanere a giocarmi le mie carte», ha ammesso, riconoscendo di non aver avuto ancora, a 19 anni, la personalità necessaria per gestire quella situazione. Oggi, dopo 170 partite disputate in cinque stagioni, il difensore guarda avanti: «Ho tantissima voglia di giocare e sto aspettando il progetto giusto». Una fase di attesa affrontata come esperienza utile per il futuro.

Gli insegnamenti di Canzi e Agostini

Nel racconto della propria formazione calcistica, Boccia ha attribuito un ruolo centrale a Max Canzi e Alessandro Agostini, definendo quest’ultimo «un maestro e un insegnante di altissimo livello» soprattutto per il lavoro specifico sul ruolo di difensore. Tra gli insegnamenti rimasti più impressi c’è una frase di Agostini: «Se fai le cose sempre al massimo puoi diventare un giocatore di alto livello». Un principio che Boccia continua a considerare fondamentale mentre attende una nuova opportunità per tornare protagonista sul campo.

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