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Interviste

Centro migranti di Monastir: “La situazione è fuori controllo”

micAndrea Sechi, Alessandro Congiu e Paola Ugas today8 Ottobre 2026

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Centro migranti di Monastir, sicurezza e integrazione al centro del confronto

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    Centro migranti di Monastir: “La situazione è fuori controllo” Andrea Sechi, Alessandro Congiu e Paola Ugas

La situazione nel Centro di accoglienza migranti di Monastir continua a suscitare preoccupazione, tra richieste di maggiore sicurezza, controlli più efficaci e una presenza stabile delle forze dell’ordine. Alessandro Congiu, consigliere nazionale AIDP e segretario generale provinciale, descrive una situazione particolarmente delicata, chiedendo interventi strutturali e un rafforzamento dei controlli all’interno della struttura. «Io lo definisco ghetto perché purtroppo la situazione è fuori controllo, si vive con la paura», ha dichiarato Congiu durante l’intervista. Secondo il rappresentante sindacale, sarebbero necessari interventi sulla recinzione, sulla videosorveglianza e sull’organizzazione interna, elementi considerati fondamentali per migliorare le condizioni complessive.

CAS Monastir ( foto archivio US)

Le richieste del comune

La sindaca di Monastir Paola Ugas conferma l’esistenza di una situazione caratterizzata da tensioni, ma invita alla prudenza quando si parla dell’andamento dei reati. «Non voglio fare affermazioni basate su percezioni o impressioni», ha sottolineato Ugas, chiedendo che eventuali aumenti dei reati siano valutati attraverso dati ufficiali. Secondo la sindaca, negli ultimi periodi sarebbero invece aumentate le segnalazioni, la preoccupazione e la percezione di disagio manifestate dalla cittadinanza. Per questo motivo, l’amministrazione comunale ha chiesto maggiore presenza delle forze dell’ordine, pattugliamenti più frequenti e il rafforzamento del presidio mobile. «Non si può aspettare l’emergenza per essere presenti e tempestivi negli interventi», ha affermato Ugas, evidenziando l’importanza della prevenzione.

Alessandro Congiu, consigliere nazionale AIDP e segretario generale provinciale, negli studi di Radiolina

Il comune senza competenze sulla gestione

Uno dei punti sottolineati dalla sindaca riguarda le competenze istituzionali, perché il Comune non gestisce il centro né decide trasferimenti e presenze degli ospiti. «Un Comune non ha competenza sulla gestione del centro né sulle decisioni relative agli ospiti e ai trasferimenti», ha spiegato Ugas durante il confronto. L’amministrazione sostiene tuttavia di voler essere informata e coinvolta sulle decisioni capaci di produrre conseguenze dirette sul territorio e sulle attività locali. Secondo Ugas, una struttura di queste dimensioni non può essere considerata separata dal territorio, considerati gli effetti prodotti sul tessuto produttivo e sulla comunità. «Non può essere considerata una realtà separata dal contesto nel quale si trova», ha ribadito la sindaca parlando dell’impatto territoriale.

Andrea Sechi con Alessandro Congiu, consigliere nazionale AIDP e segretario generale provinciale, negli studi di Radiolina

Il nodo dell’integrazione

Il confronto ha affrontato anche il tema dell’integrazione, considerato centrale per evitare tensioni e favorire una convivenza maggiormente equilibrata tra residenti e ospiti. Ugas ha spiegato che il Comune ha partecipato a un bando FAMI, ottenendo la possibilità di formare operatori comunali attraverso un percorso finanziato dall’amministrazione. «Spero che si traduca in progetti concreti, che vadano al di là della formazione», ha dichiarato la sindaca, indicando lingua, regole e partecipazione come priorità. L’obiettivo indicato dall’amministrazione comprende quindi una maggiore conoscenza della lingua, una migliore comprensione delle regole e una possibile partecipazione alla vita della comunità. Secondo Ugas, manca però attualmente una strategia condivisa tra tutti gli attori istituzionali, con responsabilità chiaramente definite per affrontare le diverse problematiche. «Al momento non vedo una strategia condivisa dove anche le responsabilità siano chiare per ciascuno degli attori coinvolti», ha affermato.

Viabilità e servizi dedicati

Tra le richieste avanzate dal Comune figura anche un intervento sul trasporto pubblico, attraverso collegamenti dedicati agli ospiti del centro. La proposta mira a ridurre la promiscuità sulle corse utilizzate quotidianamente dai residenti, intervenendo anche sulle ricadute legate alla mobilità locale. «Abbiamo chiesto già da circa un anno un trasporto dedicato», ha spiegato Ugas, collegando la richiesta alle problematiche di viabilità. La sindaca ha inoltre ricordato l’interlocuzione con la Regione per affrontare gli aspetti sociali, formativi, sanitari e territoriali collegati alla presenza del centro. «La Regione può e deve avere un ruolo, soprattutto per quanto riguarda le politiche sociali, formative e sanitarie», ha sostenuto Ugas.

Le contestazioni sulla sicurezza interna

Congiu ha evidenziato invece le criticità relative alla sicurezza interna, sostenendo che l’attuale organizzazione non garantirebbe secondo lui un presidio adeguato rispetto alle dimensioni della struttura. Il rappresentante AIDP ha richiamato episodi di tensione e interventi delle forze dell’ordine, chiedendo un rafforzamento della vigilanza e delle misure preventive. «La sicurezza all’interno del centro non è assolutamente quella che doveva esserci», ha dichiarato Congiu, collegando la situazione alla necessità di maggiori controlli. Nel corso dell’intervista sono stati citati anche episodi relativi a presunti comportamenti illeciti, ma tali circostanze vengono riportate esclusivamente come dichiarazioni dell’ospite. «Bisogna cercare assolutamente di intervenire anche sotto questo aspetto dei crimini», ha affermato Congiu, chiedendo maggiore attenzione alle conseguenze sul territorio.

Centro migranti di Monastir: l’appello alle istituzioni

La sindaca Ugas ha concluso il proprio intervento rivolgendo un appello alla collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte nella gestione dell’accoglienza. «Chiediamo che tutti i livelli istituzionali trovino un dialogo tra loro coinvolgendo il Comune», ha dichiarato Ugas, chiedendo maggiore coordinamento. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è evitare che il Comune debba affrontare da solo le ricadute territoriali di decisioni assunte da altre istituzioni. Congiu ha invece insistito sulla necessità di coniugare integrazione e rispetto delle regole, considerate condizioni essenziali per una convivenza sostenibile. «L’integrazione deve essere reale, concreta e solida», ha concluso Congiu, richiamando contemporaneamente l’importanza del rispetto delle regole.

Il punto chiave del confronto

Dall’intervista emerge quindi una richiesta condivisa di maggiore coordinamento istituzionale, seppure accompagnata da valutazioni differenti sull’entità delle criticità. Ugas insiste sulla necessità di dati ufficiali, prevenzione, servizi e coinvolgimento del Comune, mentre Congiu pone soprattutto l’accento sulla sicurezza. «Il Comune non venga lasciato a gestire le ricadute territoriali di decisioni che sono state prese altrove», ha ribadito Ugas durante l’intervista. Il confronto evidenzia infine come sicurezza, integrazione, servizi e responsabilità istituzionali rappresentino i principali temi legati alla gestione del centro di Monastir. «Le regole devono essere rispettate», ha concluso Congiu, indicando nel rispetto delle norme uno degli elementi necessari per costruire una convivenza più equilibrata.

Intervista a cura di Andrea Sechi

La Strambata del 08-10-2026

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