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Ep. 34 – Via Lattea cannibale, la nostra galassia ha inghiottito altre galassie Manuel Floris e Davide Massari
La Via Lattea cannibale è al centro della nuova puntata di Una finestra sull’universo, il programma condotto dall’astrofisico Manuel Floris, con il ricercatore Davide Massari dell’INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna. L’obiettivo è ricostruire la storia della nostra galassia attraverso le stelle e gli ammassi globulari. «La Via Lattea è la nostra casa nell’universo», spiega Massari, ricordando che il Sole si trova a circa 26 mila anni luce dal centro galattico e orbita attorno al nucleo a circa 200 chilometri al secondo.

La Via Lattea ha iniziato a formarsi oltre 13 miliardi di anni fa, poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang, attraverso un processo evolutivo durato miliardi di anni. «Per dire quanto è vecchia devo distinguere le tre strutture», chiarisce Massari. Il disco galattico ospita stelle di età differenti e continua ancora oggi a formarne di nuove, mentre nell’alone prevalgono stelle antichissime, con oltre 13 miliardi di anni. Nel bulge, la regione centrale più densa, troviamo invece soprattutto popolazioni stellari molto vecchie.
Per ricostruire l’evoluzione della Via Lattea, la ricerca si è concentrata sugli ammassi globulari, sistemi sferici composti anche da milioni di stelle nate nello stesso periodo. «Avendo la stessa età, la precisione della misura aumenta notevolmente», spiega Massari. Nella nostra galassia ne conosciamo circa 200, distribuiti tra disco, alone e bulge. Analizzando età, composizione chimica e movimento di circa 40 ammassi della regione interna, sono emerse tre popolazioni differenti, fondamentali per ricostruire le antiche fusioni galattiche.
La ricerca ha permesso di individuare una popolazione di ammassi appartenuta a una galassia nana non precedentemente identificata, con una massa simile a Gaia-Enceladus. «La prima fusione è avvenuta 12 miliardi di anni fa», racconta Massari, indicando un evento avvenuto circa due miliardi di anni prima della fusione con Gaia-Enceladus, datata a circa 10 miliardi di anni fa. Un terzo grande processo riguarda la Galassia Nana del Sagittario, la cui fusione con la Via Lattea è iniziata tra 6 e 8 miliardi di anni fa e non si è ancora conclusa.
L’appetito della Via Lattea cannibale non sembra destinato a esaurirsi. «Abbiamo individuato almeno tre grandi eventi di fusione del passato», spiega Massari, ricordando la galassia identificata dallo studio, Gaia-Enceladus e la Galassia Nana del Sagittario. Nel futuro, anche le Nubi di Magellano, attualmente galassie satellite, potrebbero essere catturate dalla nostra galassia. La storia della Via Lattea, quindi, resta un processo dinamico: una galassia costruita nel tempo attraverso la formazione stellare e l’incontro con altre strutture cosmiche.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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