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Spiagge sarde depredate: sequestri record agli imbarchi Cristian Asara
Nei primi nove mesi del 2026, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno recuperato oltre 250 chilogrammi di materiale naturale prelevato illegalmente dalle coste della Sardegna. Sabbia, ciottoli e conchiglie raccolti lungo gli arenili continuano a finire nei bagagli di viaggiatori intenzionati a trasformarli in ricordi delle vacanze. Il bilancio sfiora i tre quintali di materiale sequestrato, un volume in linea con quello del 2025 registrato sempre presso porti e aeroporti dell’Isola.

L’attività di vigilanza condotta tra porti e aeroporti evidenzia un profilo ben definito: quasi il 75% dei trasgressori è di nazionalità straniera. Un dato che mette in luce l’esigenza di ampliare le campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai turisti prima dell’imbarco, ricordando che asportare reperti naturali dalle spiagge sarde costituisce un illecito sanzionato con pesanti multe.
Le verifiche ai varchi hanno funzionato grazie alla stretta collaborazione tra ADM, Guardia di Finanza, Polizia di Frontiera e organi di security. Dalla direzione regionale delle Dogane arriva l’invito a fare fronte comune insieme alla Regione Sardegna e agli altri enti del territorio: l’obiettivo è rafforzare un piano condiviso fatto di prevenzione, controlli capillari e informazione per preservare l’ecosistema delle spiagge.
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Oltre 250 chili di sabbia, ciottoli e conchiglie rubati dalle nostre spiagge e infilati nei bagagli come souvenir. È il bilancio dei controlli dell’Agenzia delle Dogane nei porti e negli aeroporti della Sardegna nei primi nove mesi dell’anno.
Un bottino che sfiora i tre quintali, numeri del tutto simili a quelli dello scorso anno. Ma c’è un dato che salta all’occhio più di tutti: quasi il settantacinque per cento delle persone fermate e multate è di nazionalità straniera.
I controlli ai varchi, condotti insieme a Guardia di Finanza e Polizia di Frontiera, funzionano. Ma dalle Dogane arriva un messaggio chiaro: per difendere davvero il nostro mare non bastano i sequestri all’imbarco, serve spiegare ai turisti, prima che mettano piede sull’Isola, che portarsi a casa anche solo una manciata di sabbia è un danno enorme e un reato punito con multe salatissime.