play_arrow
Scuole sarde in difficoltà, l’appello di Aquila: «I genitori tornino a partecipare» Matteo Vercelli e Pino Aquila
L’avvio dell’anno scolastico nell’area metropolitana di Cagliari è segnato da problemi igienico-sanitari, carenze strutturali e manifestazioni studentesche. La presenza di topi e blatte in diversi istituti ha riacceso l’attenzione sulle condizioni degli edifici e sulla necessità di interventi tempestivi. A fare il punto è Pino Aquila, esponente del Coordinamento Regionale dei Consigli di Istituto della Sardegna, che invita a considerare le difficoltà attuali senza dimenticare le criticità storiche. «I problemi della scuola sono tanti, non siamo qui a elencarli: sono 30 o 40 anni che si ripetono ciclicamente anno dopo anno», sottolinea Aquila.

La presenza di roditori e insetti negli istituti scolastici non rappresenta un fenomeno completamente nuovo, ma alcune circostanze possono accentuarlo. Aquila richiama l’attenzione sulla vicinanza di determinate scuole a parchi e canali, oltre che sui cantieri stradali che interessano diversi centri dell’hinterland cagliaritano. Tra gli esempi citati figura Monserrato, dove importanti lavori hanno interessato la strada adiacente a un istituto scolastico. «Ci sono delle situazioni contingenti legate agli istituti vicini a parchi o canali, oppure ai grandi lavori stradali», spiega il rappresentante, evidenziando la complessità delle cause ambientali.
Dietro le emergenze igienico-sanitarie emergono problemi strutturali che interessano numerosi edifici scolastici del territorio. Secondo Aquila, le strutture hanno mediamente 50-55 anni e risentono della progressiva riduzione delle risorse destinate alla manutenzione e alle ristrutturazioni. La mancanza di interventi tempestivi rischia di trasformare piccoli problemi in situazioni più gravi, con possibili conseguenze per studenti, insegnanti e personale ATA. «Così una piccola crepa che potrebbe essere riparata diventa poi un danno strutturale», avverte Aquila, richiamando le istituzioni alla responsabilità di garantire ambienti sicuri.
Le mobilitazioni negli istituti Alberti e Giua hanno portato all’attenzione pubblica le richieste degli studenti, ma anche alcuni episodi che hanno rischiato di compromettere le manifestazioni. Durante le proteste si sono verificati lanci di bottiglie e uova, utilizzo di fumogeni, principi d’incendio e momenti di tensione. Aquila, presente a entrambe le iniziative, distingue le rivendicazioni studentesche dai comportamenti attribuiti a persone estranee all’organizzazione. «È sacrosanto che le studentesse e gli studenti facciano rumore», afferma, ribadendo il diritto di manifestare attraverso assemblee, comunicazioni regolari e dialogo con le dirigenze scolastiche.

Accanto alle responsabilità delle istituzioni, Aquila richiama il ruolo delle famiglie nella vita scolastica e nella crescita dei giovani. La partecipazione dei genitori ai Consigli di istituto rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere i problemi degli edifici, sostenere le richieste degli studenti e contribuire alle decisioni. La rappresentanza scolastica, inoltre, costituisce un’importante esperienza di cittadinanza attiva, attraverso la quale i ragazzi imparano a confrontarsi con le istituzioni. «Ascoltiamo i nostri ragazzi e i nostri figli perché hanno tanto da dire», conclude Aquila, invitando gli adulti a non sottovalutare le loro richieste e a partecipare maggiormente alla vita della scuola.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina