play_arrow
Giornate del Romanico a Santa Giusta: visite guidate e jazz nella basilica medievale Cristian Asara, Antonello Figus
Il fine settimana di sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 riporta al centro della scena culturale isolana la Basilica di Santa Giusta, punto fermo delle Giornate del Romanico in Sardegna coordinate da Italia Romanica e promosse dalla Fondazione Sardegna Isola del Romanico. Il centro oristanese rinnova il proprio ruolo di primo piano all’interno di una rete regionale che vede oltre settanta centri uniti nell’apertura di circa ottanta edifici sacri medievali.
Come sottolinea il primo cittadino Antonello Figus, la partecipazione della comunità possiede un valore speciale all’interno della rete: «Santa Giusta si aggiunge a tutti gli altri comuni che apriranno le chiese romaniche in tutta la Sardegna. Il nostro è il comune capofila di questa rete del Romanico nell’isola, e per questo avevamo il dovere di impegnarci ancora di più per dare il benvenuto a visitatori e turisti».

Fondata nel XII secolo, la basilica rappresenta una delle vette dell’architettura romanico-pisana in Sardegna. La struttura a tre navate racchiude colonne e capitelli romani provenienti dall’antica città di Tharros, elementi che portano con sé un millennio di storia supplementare rispetto alle mura del monumento. Al di sotto del presbiterio si apre la celebre cripta, custode delle reliquie delle sante Giusta, Giustina ed Enedina.
L’evento si inserisce nella continuità dei traguardi raggiunti negli ultimi anni, tra cui spicca la restituzione al pubblico dello storico campanile avvenuta nel 2025 dopo mezzo secolo di chiusura.
Le visite guidate gratuite permetteranno a curiosi e appassionati di esplorare l’edificio sia sabato sia domenica, con percorsi aperti la mattina e il pomeriggio. A impreziosire l’appuntamento sarà l’evento serale di sabato 24 ottobre alle ore 19:00: la basilica farà da scenario a “Cartografie del Suono”, concerto che vedrà protagonista il trio jazz composto da Enzo Favata, Salvatore Maltana e Marcello Peghin.
«C’è l’arte architettonica, visibile agli occhi di tutti, e c’è l’arte della musica», osserva Figus. «È importante che queste diverse forme espressive si incontrino, intrecciandosi con il paesaggio e le occasioni di approfondimento culturale».
L’apertura dei monumenti in autunno risponde a una visione precisa di sviluppo locale, puntando su un turismo culturale curioso e attento.
«Nel periodo estivo l’isola attrae per il suo mare, mentre in questi mesi di spalla vogliamo intercettare chi viaggia per amore dell’arte e della storia», conclude il sindaco. «La valorizzazione della basilica e le iniziative ad essa collegate rappresentano un’opportunità per dare vita a una nuova economia a sostegno delle attività della nostra comunità».
Intervista a cura di Cristian Asara
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina