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Interviste

Legge elettorale, ricorso a Cagliari: 8 profili di incostituzionalità

micSimona De Francisci, Enrico Fresu today26 Ottobre 2026

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Legge elettorale, ricorso a Cagliari contro la riforma: contestati otto profili di incostituzionalità

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    Legge elettorale, ricorso a Cagliari: 8 profili di incostituzionalità Simona De Francisci, Enrico Fresu

La legge elettorale nazionale finisce al centro di un ricorso depositato al Tribunale ordinario di Cagliari. Tre avvocati, Giovanni Dore, Carlo Augusto Melis Costa e Alessandro Tedde, hanno presentato l’atto per conto di numerosi cittadini. Tra questi figurano anche gli ex presidenti della Regione Sardegna Federico Palomba e Gianmario Selis.

I ricorrenti contestano almeno otto presunti profili di incostituzionalità. Nel mirino finiscono il premio di maggioranza, la rappresentanza di genere e le regole per presentare le liste elettorali. L’obiettivo è portare le questioni davanti alla Corte costituzionale, se sussisteranno i necessari presupposti processuali. Nel corso dell’intervista,  Enrico Fresu, giornalista di Unionesarda.it, ha illustrato le ragioni dell’iniziativa. Il punto centrale riguarda il rapporto tra rappresentanza parlamentare e volontà popolare.

Immagine rappresentativa (unionesarda.it)

Premio di maggioranza: il nodo dei seggi in Parlamento

Uno dei principali motivi del ricorso riguarda il premio di maggioranza. Secondo quanto riferito nell’intervista, il meccanismo prevede 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la coalizione che supera il 42% dei voti.

Secondo i ricorrenti, questa misura rischia di attribuire alla coalizione vincente un numero di seggi eccessivo rispetto ai consensi ottenuti. Il sistema potrebbe quindi alterare il rapporto tra voti espressi e rappresentanza parlamentare.

Fresu sintetizza così la contestazione: «C’è un premio di maggioranza troppo largo». La questione tocca uno dei principi fondamentali della democrazia: garantire la governabilità senza compromettere la rappresentatività.

Governabilità e stabilità: serve un premio così ampio?

I sostenitori dei premi di maggioranza richiamano spesso la necessità di garantire governi stabili e maggioranze solide. Un esecutivo sostenuto da numeri sufficienti in Parlamento può infatti affrontare più agevolmente l’intera legislatura.

Fresu invita però a riflettere sull’effettiva necessità di un premio così consistente. Nell’intervista richiama la durata dell’ultima legislatura e l’esperienza del sistema precedente.

«Stiamo uscendo da una legislatura che ha superato ogni record», osserva. Secondo il suo ragionamento, la durata dei governi non giustificherebbe necessariamente un rafforzamento così ampio della maggioranza. Il dibattito ruota attorno a una domanda precisa: come conciliare la stabilità politica con il rispetto del voto degli elettori?

Rappresentanza femminile: contestate le regole sulle candidature

Il ricorso affronta anche il tema della rappresentanza di genere. Nell’intervista, Fresu contesta l’abolizione del limite del 60% per la presenza di candidati dello stesso genere nelle liste elettorali.

Secondo la ricostruzione proposta, la precedente soglia mirava a favorire un maggiore equilibrio tra uomini e donne. La sua eliminazione potrebbe ridurre le garanzie per la partecipazione femminile, soprattutto nelle posizioni più competitive delle liste.

Fresu esprime così la propria preoccupazione: «Con la nuova legge elettorale si perde del tutto». Il riferimento riguarda l’equilibrio di genere che, secondo l’intervistato, le regole precedenti contribuivano a garantire.

Il tema solleva una questione importante: quali strumenti possono assicurare una rappresentanza politica più equilibrata? Per valutare la portata giuridica della contestazione occorre comunque verificare il testo della norma e le disposizioni effettivamente impugnate.

Raccolta firme: le difficoltà per i partiti fuori dal Parlamento

Un altro punto contestato riguarda la raccolta delle firme. Le forze politiche prive di rappresentanza parlamentare devono affrontare requisiti che, secondo i ricorrenti, possono rendere più difficile la presentazione delle liste.

Queste condizioni potrebbero creare ostacoli per i partiti più piccoli e per i nuovi soggetti politici. Il problema riguarda quindi la parità di accesso alla competizione elettorale.

Fresu segnala anche il ricorso a parlamentari già eletti per favorire la rappresentanza di nuove formazioni politiche. Questa dinamica può offrire un’alternativa alla raccolta delle sottoscrizioni richieste.

L’intervistato critica apertamente questa pratica: «Non fa bene alla politica e alla democrazia». La contestazione richiama il rapporto tra partiti già presenti nelle istituzioni e forze politiche che aspirano a entrare in Parlamento.

Corte costituzionale: cosa può succedere dopo il ricorso

Il deposito dell’atto avvia un’iniziativa giudiziaria contro la legge elettorale. I ricorrenti chiedono di valutare diversi aspetti della normativa alla luce dei principi costituzionali.

Tuttavia, il ricorso non equivale a una dichiarazione di incostituzionalità. Il Tribunale dovrà valutare le questioni sollevate e verificare i presupposti per un eventuale intervento della Corte costituzionale.

Il procedimento potrebbe quindi aprire un confronto giuridico sul premio di maggioranza, sulla rappresentanza di genere e sulle condizioni per partecipare alle elezioni. Saranno gli sviluppi giudiziari a chiarire quali contestazioni potranno arrivare al vaglio della Consulta.

Legge elettorale, il dibattito sulla rappresentanza democratica

Il ricorso presentato a Cagliari riporta al centro il dibattito sulla legge elettorale e sulla qualità della rappresentanza democratica. Da una parte c’è l’esigenza di garantire governi stabili. Dall’altra emerge la necessità di rispettare il peso dei voti e favorire un accesso equo alle elezioni.

Le contestazioni riguardano aspetti diversi, ma convergono su un tema comune: l’equilibrio tra governabilità e rappresentanza. Il procedimento giudiziario dovrà chiarire la fondatezza delle questioni sollevate.

Fresu riassume la propria posizione con una critica netta: «Non fa bene alla politica e alla democrazia». La vicenda apre così una nuova discussione sul funzionamento del sistema elettorale italiano e sulle garanzie offerte a cittadini, candidati e forze politiche.

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 26-10-2026

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