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Interviste

Ora solare, sarà l’ultima volta?

micSimona De Francisci, Alessandro Mianitoday26 Ottobre 2026

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Ora solare, dagli effetti sulla salute alla proposta di mantenerla tutto l’anno: a che punto siamo in Italia?

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    Ora solare, sarà l’ultima volta? Simona De Francisci, Alessandro Miani

Il ritorno all’ora solare riaccende il dibattito sugli effetti del cambio d’orario sulla salute e sull’opportunità di mantenere l’ora legale per tutto l’anno. Tra sonnolenza, stress, ansia e alterazioni del ritmo sonno-veglia, il passaggio da un orario all’altro può provocare disturbi temporanei, soprattutto nelle persone più sensibili. A spiegarlo è Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (SIMA), intervenuto ai microfoni di una trasmissione radiofonica per approfondire le conseguenze del cambio dell’ora e fare il punto sulla proposta di introdurre l’ora legale permanente in Italia. «Sono effetti assolutamente normali e comunque transitori», ha spiegato Miani, sottolineando che, nella maggior parte dei casi, i sintomi tendono a risolversi spontaneamente.

Immagine rappresentativa

Ora solare e salute, quali sono gli effetti sull’organismo

Il passaggio dall’ora legale all’ora solare, e viceversa, può influenzare temporaneamente il ritmo circadiano, il sistema biologico che regola il ciclo sonno-veglia e contribuisce a sincronizzare numerose funzioni dell’organismo. Tra i disturbi più comuni possono comparire sonnolenza, maggiore stanchezza, stress, ansia e alterazioni dell’umore. Durante la trasmissione, anche diversi ascoltatori hanno raccontato di aver avvertito sensazioni differenti dopo il cambio d’orario, dal sonno insolito a una maggiore inquietudine. Secondo il presidente della SIMA, si tratta generalmente di manifestazioni passeggere. «Questi effetti possono durare due o tre giorni, fino a un massimo di una settimana dal cambio dell’ora», ha precisato Miani, ricordando che la risposta individuale può variare in base alla sensibilità di ciascuno.

I possibili rischi cardiovascolari per le persone più fragili

Oltre ai disturbi legati al sonno e all’umore, il cambio dell’ora è oggetto di studi epidemiologici che prendono in considerazione anche possibili variazioni del rischio cardiovascolare. L’attenzione riguarda soprattutto le persone più fragili o particolarmente sensibili alle modifiche dei ritmi biologici. Si tratta, tuttavia, di un tema che richiede un’attenta valutazione delle evidenze scientifiche, senza attribuire automaticamente al cambio d’orario conseguenze cliniche certe per ogni individuo. Nel corso dell’intervista, Miani ha richiamato proprio la necessità di considerare questi aspetti, pur ridimensionandone la portata complessiva. «A livello epidemiologico risultano anche maggiori rischi cardiovascolari per i soggetti più fragili o sensibili, però sono numeri non così impattanti», ha dichiarato il presidente della SIMA.

Ora legale permanente, i benefici secondo la SIMA

La proposta di mantenere l’ora legale durante tutto l’anno punta a eliminare il passaggio semestrale tra i due sistemi orari e i relativi possibili effetti sull’organismo. Secondo la Società italiana di medicina ambientale, una scelta di questo tipo potrebbe offrire vantaggi anche nella vita quotidiana, consentendo di sfruttare più a lungo la luce naturale nel tardo pomeriggio. Una maggiore disponibilità di luce dopo il lavoro, la scuola o l’università potrebbe favorire le attività all’aperto, le passeggiate e l’esercizio fisico, oltre a incentivare una maggiore fruizione degli spazi pubblici. Miani ha inoltre richiamato il ruolo della luce naturale nel benessere psicofisico. «Non cambiare orario due volte all’anno evita questi disturbi transitori», ha affermato, indicando nella continuità dell’orario una delle ragioni a sostegno della proposta.

Luce naturale, umore e attività all’aperto

La disponibilità di luce naturale durante le ore pomeridiane è uno degli argomenti centrali nel dibattito sull’ora legale permanente. La luce contribuisce alla regolazione dei ritmi circadiani e influenza diversi processi fisiologici collegati al sonno e alla vigilanza. Mantenere più luce nelle ore in cui la maggior parte delle persone termina le proprie attività potrebbe agevolare il tempo trascorso all’aperto e favorire abitudini più attive. Il beneficio, tuttavia, dipende anche dagli orari di lavoro, dalle abitudini individuali e dalla stagione. Nel corso dell’intervista, il presidente della SIMA ha evidenziato soprattutto il valore della luce per il benessere e la socialità. «La maggior parte della popolazione è attiva soprattutto nel tardo pomeriggio, più che la mattina presto», ha osservato Miani, sostenendo che avere più luce nelle ore successive agli impegni quotidiani permetterebbe di sfruttare maggiormente le città e gli spazi verdi.

I vantaggi economici e la sicurezza urbana

L’ipotesi dell’ora legale permanente viene sostenuta anche per le possibili ricadute sulle attività commerciali e sulla vivibilità degli spazi urbani. Secondo Miani, una maggiore disponibilità di luce nelle ore pomeridiane potrebbe incoraggiare le persone a fermarsi più a lungo fuori casa, frequentare negozi e attività commerciali e dedicare più tempo alla vita sociale. Anche la sicurezza urbana rientra tra gli aspetti citati dai sostenitori della proposta, sebbene gli effetti concreti dipendano da numerosi fattori e richiedano valutazioni specifiche. «Uscendo dal lavoro, uno è più invogliato a consumare e, se si trova al buio pesto, tende a tornare a casa rapidamente», ha spiegato Miani, richiamando il possibile legame tra luce pomeridiana, frequentazione degli spazi pubblici e attività economiche.

Ora legale permanente in Italia, a che punto è la proposta

Nel corso dell’intervista, Alessandro Miani ha riferito che la proposta di mantenere l’ora legale tutto l’anno ha già raccolto oltre 360 mila firme, nell’ambito di una mobilitazione promossa dalla SIMA insieme al mondo del consumerismo non profit. Secondo quanto dichiarato dal presidente della società scientifica, alla Camera dei deputati si sono svolte audizioni parlamentari, concluse con un documento approvato all’unanimità che chiede di avviare una sperimentazione in Italia. L’obiettivo sarebbe raccogliere dati nazionali per valutare gli effetti del mantenimento permanente dell’ora legale. «È stato votato all’unanimità un documento in cui si chiede di fare una sperimentazione italiana per avere dei dati e verificarli in Italia sul mantenimento perenne dell’ora legale», ha dichiarato Miani.

Dalla sperimentazione al confronto europeo

La questione, secondo quanto riferito nell’intervista, è passata all’attenzione del governo, chiamato a valutare il tema anche nel confronto con le istituzioni europee. Un eventuale cambiamento richiederebbe infatti di considerare le implicazioni normative e il coordinamento con gli altri Paesi, oltre a valutare i risultati di una possibile sperimentazione nazionale. L’obiettivo dei promotori è disporre di elementi concreti per capire se il mantenimento dell’ora legale possa offrire vantaggi sul piano sanitario, sociale ed economico. Miani si è mostrato fiducioso sul percorso avviato, pur senza indicare una data certa per l’eventuale introduzione della misura. «Siamo sulla strada buona», ha concluso il presidente della SIMA, ribadendo il sostegno alla proposta dell’ora legale permanente.

Ora solare o ora legale permanente, il nodo resta aperto

Il cambio dell’ora continua a dividere opinioni e abitudini, tra chi apprezza l’ora di sonno in più offerta dal passaggio all’ora solare e chi preferirebbe conservare più luce nel tardo pomeriggio. Sul piano individuale, eventuali disturbi legati al cambio d’orario sono generalmente temporanei; sul piano istituzionale, la proposta di mantenere l’ora legale tutto l’anno punta invece a una scelta strutturale, da valutare attraverso dati e approfondimenti. Per la SIMA, i vantaggi potenziali riguardano non soltanto il benessere, ma anche l’utilizzo degli spazi urbani e le attività economiche. Come sintetizzato da Miani, «non cambiare orario due volte all’anno evita questi disturbi transitori»: è questo uno degli argomenti principali al centro del dibattito sull’ora legale permanente in Italia.

 

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 26-10-2026

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