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Olimpiadi, perché i vincitori mordono le medaglie? Enzo Asuni e Stefano Birocchi
Perché i vincitori delle Olimpiadi mordono le medaglie? Si tratta di un’abitudine di cui non tutti conoscono le origini. Che sia d’oro, d’argento o di bronzo non importa: la medaglia viene addentata comunque.

Mordere il metallo è una tradizione che risale ai tempi antichi quando l’oro era una comune valuta. Ma perché lo facevano? Era un modo per verificarne l’autenticità. Infatti nell’oro, quello puro, rimarrebbe l’impronta dei denti. Quindi le medagli olimpiche sono d’oro? Un tempo lo erano ma è dal 1912 che non sono più d’oro puro. Quindi già dall’alba dei tempi era un’usanza ma non è questo il motivo per cui si fa la stessa cosa alle Olimpiadi.
E’ merito, o colpa, dei fotografi. Sono loro che chiedono agli atleti di farlo durante le cerimonie di premiazione per avere scatti super iconici da pubblicare sulle testate, sui siti e sui social. Addentare la medaglia quindi sarebbe una semplice ricerca di stile per una foto più iconica. La questione dei morsi è diventata un’ossessione per i fotografi e a spiegarlo è anche il presidente dell’International Society of Olympic Historians, David Wallenchinsky.
Quelle moderne sono fatte di argento e rame e hanno una leggere placcatura in oro. Il prezzo di una medaglia in oro puro sarebbe infatti molto elevato e proibitivo: arriverebbe a costare circa 25.000 mila dollari a pezzo.
Conosciamo già il caso dei tuffatori olimpici inglesi che non ottengono nessun montepremi in caso di vittoria alle Olimpiadi, motivo per cui hanno deciso di iscriversi a OnlyFans ma ci sono alcuni atleti che invece ricevono denaro. Sta alle Nazioni decidere se attribuire una somma pecuniaria all’atleta e sta a loro anche la quantificazione dell’eventuale montepremi. In Gran Bretagna, Svezia e Norvegia non offrono premi in denaro ma già vincere l’oro è un grosso premio di per sé e anche se non mettono in palio un premio in denaro sostengono gli atleti promettenti nelle fasi di allenamento e preparazione.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nelle rubrica Social Trends.
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