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Mattarella a Cagliari: il saluto in sardo e l’attenzione verso la scuola Fabio Manca, Giuseppe Meloni
Il Gruppo Unione Sarda ha seguito in diretta la cerimonia di apertura dell’anno scolastico 2024-2025 al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Cagliari. Il capoluogo sardo ha ospitato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara. Un messaggio, quello lanciato da Mattarella, di grande attenzione verso la scuola, come ha raccontato Giuseppe Meloni, giornalista de L’Unione Sarda ai microfoni di Radiolina, mentre il ministro Valditara ha elencato le iniziative del Governo per il mondo scolastico.

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Sergio Mattarella ha offerto un discorso denso di realismo senza addolcire le difficoltà che il sistema scolastico italiano deve affrontare, ma allo stesso tempo ricco di speranza per il futuro. Il Presidente della Repubblica ha esposto senza filtri i problemi della scuola, come squilibri territoriali, dispersione scolastica, bullismo, ritardi nell’integrazione e stipendi inadeguati per il personale. Tuttavia, il messaggio centrale del discorso è stato un invito alla fiducia nelle potenzialità del Paese.
Mattarella ha sottolineato come nonostante le difficoltà, esistono numerose eccellenze nella scuola italiana. Le esperienze positive provenienti da scuole di tutta Italia dimostrano la vitalità dell’istruzione, ma evidenziano anche il divario con la realtà quotidiana di molti istituti. Il Presidente ha ricordato che la scuola non è un mondo a parte, ma evolve con la società, inclusi i cambiamenti tecnologici.
Mattarella ha affrontato il tema della tecnologia, invitando a utilizzarla senza timori ma con attenzione: “Lo smartphone è uno strumento utile, ma non rappresenta la vita”, ha detto, rivolgendosi direttamente ai giovani. Il Presidente ha anche lanciato un appello agli adulti affinché non lascino i propri figli e nipoti soli nell’uso della tecnologia, poiché questa solitudine può essere terreno fertile per fenomeni come bullismo e cyberbullismo, che ha definito «intollerabili».
Un altro tema centrale del discorso di Mattarella è stata l’integrazione. Il Presidente ha riconosciuto i progressi fatti, ma ha insistito sulla necessità di continuare a lavorare in questo ambito, soprattutto nei confronti delle persone con disabilità, dei meno abbienti e degli immigrati. Ha inoltre sottolineato che l’abbandono scolastico resta una grande piaga, e che combatterlo non è solo un dovere costituzionale, ma un investimento per il futuro del Paese.
Parlando dalla città di Cagliari, Mattarella ha ricordato l’importanza della coesione sociale, sottolineando come intere aree del Paese siano ancora escluse dalle opportunità offerte dalla scuola. Ha espresso la speranza che i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) possano aiutare a colmare i divari territoriali, permettendo una maggiore diffusione delle arti e dello sport.
Il Presidente ha reso omaggio al lavoro di insegnanti, presidi e personale di supporto, riconoscendo che a volte si chiede loro troppo, soprattutto considerando che i loro stipendi sono inferiori rispetto a quelli di altri Paesi europei. Ha ribadito che questo aspetto deve essere affrontato con urgenza. Infine, ha invitato le famiglie a collaborare con la scuola, evitando di trasferire ai propri figli ansie o atteggiamenti di sfida verso i docenti.
Intervista a cura di Fabio Manca
Caffè Corretto del 17-09-2024
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