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Telegram cede: dati utenti ai governi

today24 Settembre 2024 147

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Telegram cambia rotta: Durov cede alle pressioni e consegna i dati degli utenti sospetti alle autorità

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    Telegram cede: dati utenti ai governi Cristian Asara

In un recente annuncio che ha scosso la comunità di Telegram, Pavel Durov, il fondatore dell’app di messaggistica, ha dichiarato che la piattaforma condividerà i dati degli utenti sospettati di attività illegali con le autorità competenti. La decisione segna un cambiamento significativo nella politica di Telegram, che in precedenza garantiva la collaborazione solo in casi di comprovato terrorismo.

Quali dati verranno condivisi?

Le autorità potranno ora accedere agli indirizzi IP e ai numeri di telefono degli utenti che violano le regole di Telegram. Questa definizione più ampia, inserita anche nelle condizioni d’uso, apre nuovi scenari di moderazione sull’app, spesso definita un “paradiso anarchico” per le attività illegali.

Moderazione più severa

Oltre alla condivisione dei dati, Telegram ha implementato una moderazione più rigorosa dei contenuti e delle ricerche. Tutti i contenuti problematici identificati nella funzione di ricerca non sono più accessibili e la funzionalità per cercare le persone vicine è stata rimossa a causa del suo utilizzo da parte di bot e scammer, nonché per promuovere attività illegali “per prossimità”.

La lotta alle attività illegali

Durov ha giustificato questa svolta verso una linea dura di moderazione sottolineando come una piccola percentuale di utenti coinvolti in attività illecite possa danneggiare la reputazione dell’intera piattaforma e mettere a rischio gli interessi di quasi un miliardo di utenti.

Telegram e social – Immagine simbolo (Pixabay)

Le accuse contro Durov e le preoccupazioni per la privacy

Nonostante questa nuova politica, il procedimento giudiziario nei confronti di Durov in Francia continua. Le accuse includono complicità con la criminalità organizzata e possesso di immagini di minori a carattere pornografico. L’arresto di Durov ha suscitato indignazione globale, soprattutto a causa del ruolo cruciale di Telegram nell’aggirare la censura e la repressione in alcuni Paesi non democratici. La nuova politica di moderazione solleva preoccupazioni sulla privacy dei dissidenti che utilizzano la piattaforma per comunicare liberamente e potrebbe innescare un esodo di utenti che non la utilizzano per scopi leciti.

Radio Smeralda, puntata del 24 settembre 2024.


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