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Pratobello 24, 210mila firme: “Il paesaggio va protetto a ogni costo” Fabio Leoni
La grande mobilitazione a Cagliari a sostegno della Pratobello 24. Superata quota 200 mila firme. Domani i plichi con le sottoscrizioni vengono trasferite nel capoluogo per essere consegnate al Consiglio regionale. In collegamento, il caporedattore de L’Unione Sarda, Mauro Pili, che ha seguito con numerose inchieste la vicenda e a tal proposito dichiara: “Mi pare che sia un dato eloquente, senza precedenti nella storia autonomistica della Sardegna. Un dato per molti versi inatteso, inaspettato, insperato anche per il periodo in cui queste firme sono state raccolte“.

“Nel cuore della Barbagia, ad Orgosolo, i muri parlano” dichiara Pili, nell’articolo di apertura de L’Unione Sarda di oggi. Ogni angolo del paese è un racconto visivo, con murales che ricordano lotte, resistenze e desideri di libertà. Tra questi, emerge il celebre messaggio “concime non proiettili“, simbolo della grande ribellione pacifica di Pratobello del 1969, che respinse l’occupazione militare dei pascoli locali.
La rivolta di Pratobello segna una pagina importante nella storia di Orgosolo e della Sardegna. In quella pacifica resistenza, i cittadini riuscirono a scacciare le forze militari senza l’uso della violenza. Oggi, questo spirito di opposizione continua, non più contro i militari, ma contro le nuove forme di invasione: l’energia eolica e fotovoltaica.
Il sindaco di Orgosolo, Pasquale Mereu, si è fatto portavoce di una nuova sfida: fermare l’installazione di pale eoliche sui crinali del paese. In collaborazione con comitati locali, ha lanciato la “Pratobello”, una legge di iniziativa popolare per proteggere il territorio da progetti energetici invasivi.
La raccolta firme ha superato le aspettative. Nell’estate del 2024, Orgosolo ha dichiarato e raggiunto la cifra record di 210.054 firme, cinque volte il numero richiesto per presentare la proposta di legge al Consiglio Regionale. Questo straordinario risultato riflette la determinazione di un popolo che, come nel 1969, difende con fermezza la propria terra.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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