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La Sartiglia di Oristano: storia, tradizione e fascino di una giostra equestre secolare Fabio Leoni

Nonostante il trascorrere dei secoli, la Sartiglia ha mantenuto intatto il suo spirito originario. “Le tradizioni sono vive,” afferma Urgu, sottolineando come il rito della vestizione e della preparazione della corsa siano rimasti invariati nel tempo. Mentre in passato molte città organizzavano giostre simili, Oristano è l’unica a conservarne ancora oggi l’essenza, rendendola un evento unico nel panorama delle manifestazioni equestri.
Un aspetto centrale della Sartiglia è la figura de “Su Componidori“, colui che guida la corsa e assume un ruolo quasi divino per un giorno. “Da Sa mesita, dove avviene la vestizione, sale direttamente a cavallo senza mai toccare terra e scenderà solo a giostra conclusa,” spiega Urgu. Questo momento è carico di significato, e se il componidore riesce a infilzare la stella al primo tentativo, l’evento raggiunge la sua apoteosi, segno di buon auspicio per l’intera comunità.

Oltre alla sua rilevanza storica, la Sartiglia è anche un grande spettacolo che richiama ogni anno migliaia di spettatori. La diretta televisiva permette a tutti di assistere al suggestivo rito della vestizione e alla spettacolare corsa, in cui cavalieri esperti dimostrano la loro abilità e il loro coraggio. Un evento che, pur appartenendo al passato, continua a emozionare e a rappresentare un simbolo identitario per Oristano e tutta la Sardegna.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 29-01-2025
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