Graziano Mesina, noto anche come “Grazianedu”, è morto all’età di 83 anni. Domani, il suo paese natale, Orgosolo, gli renderà l’ultimo saluto con il funerale che sarà celebrato alla presenza dei familiari e della comunità. I nipoti hanno incaricato un’agenzia funebre per riportare la salma a casa, come da suo desiderio.

Le sue avvocate difensore, Maria Luisa Vernier e Beatrice Goddi, hanno raccontato che Mesina “non ammetteva di stare male” e non chiedeva altro che il ritorno a Orgosolo. Una volontà semplice, espressa con insistenza nonostante le precarie condizioni di salute in carcere.
A ricordare uno degli ultimi episodi pubblici di Graziano Mesina è il tenente colonnello Giorgio Mazzoli, che lo arrestò nel 2021. Il militare racconta un aneddoto significativo: “Quando gli notificai l’arresto gli feci notare che era San Graziano”. Mesina commentò: “La mia buona stella non c’è più. Siete stati bravi”. Parole che raccontano un uomo consapevole della propria fine, ma ancora ironico e lucido.
Emanuele Dessì, direttore delle testate giornalistiche del Gruppo L’Unione Sarda, ha ricordato la figura controversa di Mesina, che ha spesso diviso l’opinione pubblica tra mito e criminalità. Lo descrive come una persona “mitizzata” ma anche personalmente simpatica, avendo avuto occasione di ospitarlo a Videolina nel 2010.
Dessì sottolinea: “Ne ha combinate più di Bertoldo in Francia“, riconoscendo le molteplici vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto. Mesina ha scontato un ergastolo per cumulo di pena, compresa una condanna per omicidio.
Secondo Dessì, l’ultima condanna legata a un traffico di droga a Cagliari ha contribuito a smitizzare la figura di Graziano Mesina. L’invito del giornalista è a leggere le motivazioni della sentenza per comprendere meglio questo capitolo conclusivo della sua vita giudiziaria.
Dessì ha infine sollevato una critica alla gestione delle condizioni di salute di Mesina durante la detenzione. A suo avviso, lo Stato non avrebbe garantito pienamente il diritto a una morte dignitosa, evidenziando una responsabilità etica e istituzionale che merita riflessione.
La comunità di Orgosolo, che per anni ha vissuto tra rispetto, timore e curiosità nei confronti del suo cittadino più noto, si prepara ora a salutarlo per l’ultima volta. Graziano Mesina lascia dietro di sé una storia complessa, fatta di evasioni, condanne, fughe e momenti di celebrità, ma anche di un’identità profondamente radicata nella sua terra.
Acquista la tua copia de L’Unione Sarda per approfondire
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina