La cortina di riserbo che da sempre ha avvolto la vita di Giorgio Armani si è alzata per un’ultima, solenne volta, rivelando i dettagli dell’eredità lasciata dal “Re Giorgio” della moda. Pochi giorni dopo la sua scomparsa, sono stati aperti due testamenti segreti, scritti di suo pugno e datati 15 marzo e 5 aprile, a conferma della meticolosa pianificazione che ha sempre contraddistinto la sua vita, fino all’ultimo respiro.
Il 9 settembre, l’apertura dei documenti ha svelato un’architettura successoria complessa e lungimirante, pensata per proteggere un impero valutato oltre 12 miliardi di euro. Lontano dall’avere eredi diretti, Armani ha affidato la sua vasta fortuna, che include l’omonimo gruppo di moda (con ricavi per 2,3 miliardi di euro), l’Olimpia Basket Milano, numerosi immobili da Pantelleria a Saint-Tropez e persino la storica Capannina di Forte dei Marmi, a una governance studiata nel minimo dettaglio.

Il cuore della successione risiede in una Fondazione creata nel 2016, a cui lo stilista aveva già assegnato lo 0,1% del capitale, e in un complesso schema di quote azionarie. Il testamento prevede un’attenta ripartizione del capitale in diverse categorie di azionisti (dalla A alla F), che godranno di uguali dividendi ma non di uguali poteri. Alcuni soci, infatti, avranno un potere di voto triplo e il diritto di nominare il nuovo amministratore delegato, garantendo che la visione strategica resti saldamente nelle mani dei prescelti.
Tra le figure di fiducia chiamate a guidare l’impero ci sono il braccio destro di una vita, Pantaleo Dell’Orco, e le due nipoti Silvana e Roberta Armani. Il ruolo della famiglia si intreccia con quello dei manager fidati, in una formula che bilancia la continuità dinastica con le competenze professionali.
Oltre al patrimonio finanziario, il vero lascito di Giorgio Armani è la sua eredità artistica, anch’essa accuratamente preservata. Già da tempo, lo stilista aveva indicato in Silvana Armani la sua erede alla guida creativa delle collezioni donna e in Leo Dell’Orco quella del menswear. Entrambi hanno il compito di portare avanti lo stile e l’eleganza senza tempo che hanno reso Armani celebre in tutto il mondo.
Questo passaggio di consegne creativo sarà celebrato in un evento che lo stilista aveva preparato con la sua proverbiale maniacalità: la sfilata per i 50 anni della maison. In programma per il 28 settembre a Brera, l’evento sarà un omaggio alla sua lunga carriera, dalla fondazione con Sergio Galeotti nel 1975, fino all’ultimo dettaglio musicale da lui scelto personalmente. Parallelamente, il 24 settembre, l’Accademia di Brera aprirà le porte a una mostra per celebrare il mezzo secolo di creatività di un uomo che, anche nella sua assenza, continua a dirigere lo spettacolo.
Radio Smeralda, puntata del 11 settembre 2025.
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