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50 anni fa il referendum sul divorzio, il voto che cambia l’Italia stage@radiolina.it
Cinquant’anni fa – precisamente il 12 e il 13 maggio 1974 – il referendum sul divorzio. Un voto che cambierà gli orizzonti degli italiani su un tema all’epoca sensibile. La scelta verteva sull’abrogazione della legge n.898 del 1 dicembre 1970 (che sanciva il diritto di divorzio). Dopo una campagna elettorale molto accesa, il verdetto vide trionfare il NO con il 59,62%, mentre il SI raggiunse il 40,74% (SI= abrogazione della legge mentre NO= tenere attiva la legge). Lucia Bonfreschi – storica dell’Università di Roma Tre – ospite a La Strambata, ha parlato di questa ricorrenza storica.
La legge che ha introdotto il divorzio nell’ordinamento italiano fu istituita il 1 dicembre 1970. Per capire quanto questa legge rappresentasse una svolta, bisogna tenere presente quale fosse la legislazione in Italia. Nonostante i principi di uguaglianza morale e giuridica tra i coniugi – sanciti dalla Costituzione Italiana – la realtà dell’epoca era ben distante dall’equità. Per esempio, alla fine degli anni ’50, la Corte di Cassazione stabilì che, per il marito, non era considerato reato percuotere la moglie. Stessa cosa per l’adulterio da parte della donna, punito addirittura con la reclusione (il marito veniva punito solo in alcune circostanze). Basti pensare che esisteva il cosiddetto “Delitto d’onore”, così come testimoniato dal famoso film “Divorzio all’italiana”. Dunque, la legge del 1970, seppur in ritardo rispetto alla legislazione di altri paesi, stana delle differenze giuridiche italiane.
Dal canto suo, la Democrazia Cristiana, contraria a tutto questo, raccoglie delle firme per arrivare a un referendum, avvenuto poi nel 1974. L’obiettivo della DC e di altre parti politiche – attraverso una nuova votazione – era infatti quello di abolire la legge sul diritto del divorzio. Nonostante questo tentativo, gli italiani dimostrano “un’apertura mentale”, scegliendo di mantenere intatta la legge. Il mondo cattolico, in quegli anni, non appare così compatto. Infatti, molti cattolici si distanziano dalle posizioni della Chiesa, manifestando, anche attraverso dei gruppi (per esempio Raniero La Valle, Pietro Scoppola, Giuseppe Alberigo o lo stesso Aldo Moro) dissenso verso il referendum voluto dalla DC. Amintore Fanfani, al contrario, cavalca la campagna per il SI al referendum, affermando che la famiglia italiana si sarebbe sfasciata.
I Radicali hanno avuto il merito di aver creato, alla fine del 1965, la “Lega italiana per il divorzio“, cercando di promuovere questo obiettivo attraverso la partecipazione diretta dei cittadini. A tal proposito vennero creati dei sit-in e delle raccolte firme in prima persona, scavalcando i “canali ufficiali” politici dell’epoca. Marco Pannella e Mauro Mellini, con la loro “LID”, diedero dunque il via alla “coscienza italiana” sul tema del divorzio. Pierpaolo Pasolini, al termine del referendum, disse che parte del merito dovesse essere riconosciuto a Marco Pannella e alla sua attività.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
La Strambata del 10-05-2024