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A Oristano il ristorante Craf da Banana sceglie le materie prime del territorio Giuseppe Valdes, Mattia Pippia
Il ristorante Craf da Banana di Oristano conferma una visione gastronomica radicata nel territorio, come spiega Mattia Pippia, chef e sommelier del ristorante: “Per noi è una scelta quotidiana, non è un trend”. Da oltre quarant’anni il locale rappresenta un punto di riferimento della cucina sarda, unendo tradizione familiare e attenzione ambientale.

La stagionalità guida ogni scelta culinaria, perché, sottolinea Pippia, “Lavoriamo con ciò che la terra offre, rispettando i ritmi naturali senza forzare la materia prima”. Ingredienti freschi e sardi, spesso provenienti da piccoli produttori conosciuti personalmente, permettono allo chef di raccontare una Sardegna autentica, coerente con il momento dell’anno.
La riduzione degli sprechi è un impegno concreto, perché, afferma Pippia, “Pianifichiamo i menù per usare ogni parte dell’ingrediente e valorizzare anche ciò che sembra imperfetto”. Pane recuperato, fondi per brodi, conserve e piatti del giorno diventano esempi pratici di una cucina responsabile, attenta alle risorse e alla sostenibilità reale.
Il rapporto con i produttori locali rafforza l’identità del Craf, come racconta Pippia: “Il Casizolu del Montiferru fatto a mano custodisce un sapere antico”. Queste collaborazioni familiari vanno oltre il prodotto, diventando legami culturali che permettono alla cucina di trasmettere storia, territorio e memoria collettiva.
Tra i piatti simbolo emerge il casizolu arrosto, presente in carta dal 1987, che, dice Pippia, “Racconta la storia del nostro popolo e delle origini familiari”. Servito nella sua interezza, questo piatto rappresenta una continuità gastronomica che unisce passato e presente, rafforzando l’identità del Craf da Banana a Oristano.
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