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ACLI Sardegna lancia la “Carovana della Pace” in risposta al disorientamento globale e ai conflitti stage@radiolina.it
Il presidente regionale delle ACLI Sardegna, Mauro Carta, ha confermato la partenza della “Carovana della Pace”, un’importante iniziativa volta a reagire al senso di disorientamento diffuso a causa delle notizie di guerra che giungono quotidianamente dal Medio Oriente e dall’Ucraina. Le ACLI si inseriscono in una mobilitazione, cercando di dare un segnale forte contro gli scenari di conflitto attuali.

La “Carovana della Pace” è un percorso avviato dalle ACLI alcune settimane fa, con l’ambizioso obiettivo di toccare tutte le regioni italiane per giungere infine a Strasburgo. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza, partendo concretamente dai luoghi di lavoro, per costruire un cammino collettivo che sostenga la giusta rivendicazione della pace. L’approccio è quello di partire dal basso (coinvolgendo direttamente le persone) per dare una chiara testimonianza della volontà della società di contrastare la violenza e le immagini di guerra e conflitto.
Nonostante la difficoltà di rimanere inermi di fronte agli eventi, le ACLI ritengono che ci sia un vasto spazio per l’affermazione di una cultura di pace. A loro avviso, è essenziale che le comunità si mettano insieme, partendo dalla convinzione che una pace sia possibile, per poter ripudiare la guerra in ogni sua forma. Questo messaggio deve essere veicolato con forza verso le istituzioni e i governi, poiché si assiste a un’amplificazione del contesto di guerra che nessuno desidera. Le ACLI si dichiarano contrarie al modo di agire dei governi che non tengono conto della reale volontà delle persone, sottolineando che solo attraverso la volontà popolare si potrà costruire un futuro per le nuove generazioni.
La tappa in Sardegna della “Carovana della Pace” ha già coinvolto centinaia di persone e molteplici realtà di impegno civico e solidale. Il percorso nell’Isola è iniziato ieri pomeriggio a Olbia, proseguendo questa mattina a Sassari con incontri nelle scuole e presso i circoli ACLI. Nel pomeriggio è prevista una tappa a Oristano. La mobilitazione proseguirà il giorno successivo presso il carcere minorile, dove saranno coinvolti i giovani del servizio civile. L’obiettivo di fondo di questo momento di condivisione e corresponsabilizzazione è “contaminare” il maggior numero di persone possibile per inviare un messaggio forte e unitario.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 29-09-2025
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