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Addio a Nicola Pietrangeli: muore a 92 anni il mito del tennis Francesca Figus, Paolo Carta
Il mondo del tennis italiano saluta Nicola Pietrangeli, scomparso ieri all’età di 92 anni, lasciando un vuoto profondo tra appassionati e amici. Paolo Carta, giornalista de L’Unione Sarda, ricorda l’uomo prima del campione, affermando: “Mi ha onorato della sua amicizia e non dimenticherò mai la sua gentilezza disarmante”. Carta sottolinea quanto il leggendario atleta sia sempre rimasto legato alla Sardegna e ai suoi affetti più veri.

Carta racconta il rapporto unico del campione con l’isola, ricordando la presentazione del suo libro a Cagliari con Pietrangeli come ospite speciale. “Tanta gente venne solo per lui, perché con la Sardegna aveva un legame profondo e autentico”, afferma. L’atleta trascorse decenni di vacanze in Costa Smeralda, diventando una figura familiare per residenti e turisti che lo seguivano con affetto.
Il giornalista ripensa alle interviste realizzate nel 2004, quando il campione attirava spettatori sui campi di Porto Rotondo ogni pomeriggio. “Scherzava, rideva e illuminava il campo con una presenza carismatica che nessuno poteva ignorare”, racconta Carta. Anche nella vita privata Pietrangeli rimase uomo di grandi passioni, sempre circondato da bellezza, affetti sinceri e amicizie profonde.
Carta sottolinea l’intelligenza brillante del campione e la sua sincerità nel commentare il tennis moderno. “Non era geloso dei record attuali, diceva sempre che era un altro sport, con altre racchette e altri conti in banca”, spiega. Pietrangeli ricordava spesso come ai suoi tempi i premi fossero simbolici, ma giocare per lui significava onore, sacrificio e pura passione.
Il giornalista rievoca uno degli episodi più umani della vita del campione: l’abbandono del Roland Garros 1961 per assistere alla nascita del figlio. “Disse che vincere non contava nulla rispetto a essere presente quel giorno”, ricorda Carta. La recente scomparsa del figlio lo aveva profondamente segnato, lasciandogli un dolore immenso e parole struggenti: “Non è giusto che un padre debba vivere la morte di un figlio”. Un gesto che racconta quanto fosse grande l’uomo oltre il campione.
Intervista a cura di Francesca Figus
Caffè Corretto del 02-12-2025
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