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Addio USB: il futuro dell’archiviazione è nel vetro Cristian Asara
Immagina di sostituire la tua chiavetta USB con un piccolo disco di vetro trasparente, simile a una moneta, ma capace di contenere l’equivalente di migliaia di hard disk tradizionali. La startup SPhotonix ha sviluppato una tecnologia che non scrive i dati sulla superficie del disco, come farebbe un vecchio CD, ma usa un laser ultra-rapido per “scolpirli” letteralmente all’interno del vetro di silice.

Il termine “5D” non è un trucco di marketing, ma indica che ogni singola informazione viene salvata usando cinque diversi parametri: la sua posizione precisa nello spazio tridimensionale del vetro e due proprietà fisiche della luce che lo attraversa. Questa incredibile densità permette di stipare 360 Terabyte in uno spazio minuscolo.
La vera magia però riguarda la resistenza. Mentre una chiavetta USB o un hard disk dopo qualche anno iniziano a degradarsi, il vetro di silice è praticamente eterno. Non teme i campi magnetici, non si usura col tempo e resiste a temperature estreme. I dati impressi in questi cristalli rimangono leggibili per miliardi di anni, una durata tale da superare persino quella della Terra stessa.
Oggi questa tecnologia sta uscendo dai laboratori per entrare nei grandi centri dati. L’obiettivo è creare una memoria storica dell’umanità che non debba mai più essere copiata o aggiornata, salvando la nostra conoscenza in un supporto che sfida il tempo e l’obsolescenza.
Radio Smeralda, puntata del 20/01/2026
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