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Luca Zorco e la rinascita de “Is morettus”, un dolce sardo dimenticato Fabio Leoni
Nel cuore della Sardegna, a Vallermosa, il pasticciere Luca Zorco ha riportato in vita un’autentica delizia della tradizione: Is morettus, un fagottino speziato dalla forma intrigante e dal cuore di mandorla. Con questa rielaborazione di un’antica ricetta di famiglia, Zorco non solo celebra il patrimonio gastronomico isolano, ma lo fa conoscere a un pubblico più ampio, portando una piccola gemma dalla tradizione rurale direttamente sulle tavole di tutta la penisola.

Is morettus affonda le sue radici nella cucina di una volta. «Questo dolce è nato da mia nonna che in antichità preparava una crostata», racconta Zorco. «Abbiamo trasformato e ricreato il prodotto a mo’ di fagottino per renderlo vendibile e farlo conoscere». Il vero “segreto” del dolce, oltre alla ricetta segreta di famiglia, è l’equilibrio di spezie—«un po’ di cannella sicuramente e tanto amore»—che distingue Is morettus da altri dolci sardi, tipicamente privi di note speziate. L’investimento di tempo e passione, spiega Zorco, punta a tramandare il sapore autentico alle future generazioni e a ricordare ai piccoli paesi l’importanza di valorizzare il proprio prodotto tipico.
L’iniziativa di Zorco ha attirato l’attenzione anche di riviste nazionali, portando un significativo ritorno di immagine. «È stato motivazionale ed emozionante», ammette il pasticciere, «non ce lo aspettavamo, ma ci ha portato a crescere in tantissime zone della penisola». Oggi, circa il 40% della sua produzione è dedicato a Is morettus, un dato che «ci dà molto vantaggio di immagine». Ogni confezione che lascia la bottega di Vallermosa diventa occasione di raccontare la cultura locale: «Quando portiamo il nostro prodotto fuori, raccontiamo la nostra storia e il nostro paese».
Per il turista moderno, il cibo diventa esperienza e narrazione. A Vallermosa, Is morettus è parte di questo viaggio sensoriale. «Quando arriva il turista, prima lo facciamo assaggiare», spiega Zorco. «Ci chiedono cos’è perché dalla forma non riescono a capire il cuore di mandorla. Dopo l’assaggio, lo racconto: la storia familiare, il percorso che ci ha portato fin qui». Il dolce diventa così ponte tra tradizione e emozione, un piccolo scrigno di sapori in grado di rappresentare la Sardegna più autentica e le sue radici culturali.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 26-05-2025
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