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Amazon frena sui droni in Italia: stop ai piani di consegna aerea Cristian Asara
Il cielo italiano resterà, almeno per ora, libero dai droni di Amazon. Il colosso dell’e-commerce ha ufficialmente annunciato il ritiro del progetto Prime Air dal nostro Paese, a seguito di una revisione strategica globale che ha ridefinito le priorità del gruppo.
Nonostante un dialogo costruttivo con l’ENAC e le altre autorità aerospaziali italiane, Amazon ha rilevato che l’attuale ecosistema logistico e normativo nazionale non permette di scalare il servizio in modo sostenibile nel lungo periodo.

Mentre l’Italia esce dai radar di Prime Air, il programma non si ferma a livello globale. I mercati anglosassoni continuano a fungere da apripista:
Stati Uniti: i voli di test e le consegne commerciali procedono a pieno ritmo.
Regno Unito: le operazioni sono in espansione e godono di un’ottima accoglienza da parte della clientela.
Questi successi dimostrano che la tecnologia è matura, ma la sua applicazione dipende fortemente dalle infrastrutture e dalle policy locali.
Nonostante lo stop alle consegne via drone, Amazon ha tenuto a ribadire la centralità dell’Italia nella sua strategia europea. I numeri confermano un radicamento profondo sul territorio:
25 miliardi di euro investiti negli ultimi 15 anni.
Oltre 19.000 dipendenti diretti.
Una rete capillare di oltre 60 siti logistici.
La rinuncia ai droni non sembra dunque intaccare i piani di crescita tradizionali dell’azienda, che punta a consolidare l’eccellenza del servizio attraverso la rete di distribuzione via terra già esistente.
Radio Smerala, puntata del 29 dicembre 2025
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