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Archeoplastica: alla scoperta dei rifiuti vintage Giuseppe Valdes
Mariangela Lampis ha intervistato l’ideatore di Archeoplastica Enzo Suma, guida naturalistica che ha lanciato il progetto nazionale di sensibilizzazione che apre una riflessione inedita sull’inquinamento del mare e allo stesso tempo promuovere un uso consapevole della plastica.
Archeoplastica dedica la sua missione alla raccolta dei rifiuti in plastica che affliggono i mari. L’ispirazione di Enzo Suma è sbocciata al ritrovamento di un manufatto datato alla fine degli anni ’60: una spuma spray abbronzante, il cui retro, ancora leggibile, riportava il costo in lire. I video pubblicati aiutano a far capire alle persone quanto duri nel tempo la plastica.

La community di Archeoplastica vanta mezzo milione di persone, che aiutano l’associazione fondata da Enzo Suma a ricostruire la storia degli oggetti che vengono rinvenuti. La storia più difficile da ricostruire è stata quella di un contenitore di miele, con delle sembianze di un personaggio che inizialmente sembrava un clown. Un personaggio disegnato dalla stessa azienda greca che produceva l’oggetto negli anni ’60.
Sono tante le persone che dalla Sardegna seguono le avventure di Archeoplastica, anche se gran parte delle coste dell’Isola risentono molto meno degli spiaggiamenti di plastica, a eccezione delle zone più occidentali, esposte alle correnti che arrivano da Spagna e Francia.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
La Strambata del 10-01-2024