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Architettura del novecento in Sardegna: la storia nascosta delle città sarde Veronica Fadda, Stefano Mais
Cagliari e le altre città della Sardegna custodiscono una storia architettonica ricca e spesso sconosciuta, spiega Stefano Mais, ricercatore dell’Università di Cagliari. “La Sardegna è pienamente inserita negli sviluppi architettonici internazionali del Novecento,” afferma. I seminari da lui organizzati analizzano le trasformazioni urbane dall’inizio del secolo fino ai giorni nostri, mostrando come anche le città apparentemente “arretrate” siano state parte integrante dei grandi cambiamenti.

“La città di Cagliari viene bombardata nel ’43, un evento tragico che ha profondamente segnato l’architettura e la società,” racconta Mais. Dopo la guerra, la mancanza di strumenti urbanistici adeguati ha reso la ricostruzione difficile, con piani urbanistici approvati tardi o annullati da nuove leggi nazionali. Questo ha influenzato la struttura della città e la vita quotidiana dei suoi abitanti, con conseguenze ancora visibili oggi.
“Si potevano fare scelte diverse, ma allora la città guardava molto all’automobile, pensando a grandi strade che spesso sacrificavano la memoria storica,” spiega Mais. Alcune aree medievali furono alterate e chiese storiche, come Santa Lucia, furono demolite per progetti mai realizzati, evidenziando il conflitto tra modernizzazione e conservazione del patrimonio urbano.
Fortunatamente, parte della memoria storica viene oggi valorizzata. “Grazie all’interesse di studiosi locali, come il professor Marco Cadinu, è stato avviato un cantiere aperto dove sorgeva la chiesa di Santa Lucia, raccontando la storia dell’edificio alla cittadinanza,” sottolinea Mais. La chiesa stessa è stata ricostruita in una nuova area della città, un simbolo di rinascita e di continuità con il passato.
Mais evidenzia che la storia urbana dell’isola non va vista come isolata. “A volte pensiamo che la Sardegna sia indietro, ma in realtà siamo allineati con i grandi sviluppi mondiali,” afferma. La regione ha partecipato attivamente ai linguaggi architettonici del Novecento, dimostrando una continuità con le esperienze nazionali e internazionali, rendendo i seminari uno strumento prezioso per studenti, architetti e appassionati di storia.
Intervista a cura di Veronica Fadda
Caffè Corretto del 09-12-2025
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